Borse: le critiche di Fmi alzano la febbre dello spread

BORSA MILANO

Vola lo spread nostrano oltre i 490 punti base con i titoli italiani che rendono circa il 6 per cento contro l’1,23 per cento degli allemanni e il 6,7 per cento dei bonos iberici.
Piazza Affari viaggia in rosso dello 0,9 per cento, Madrid cede il 2,6 per cento, Londra perde lo 0,3 per cento, Parigi lo 0,7 per cento, Francoforte arretra dello 0,6 per cento. Il tasso annuale di inflazione in giugno è stato confermato stabile al 2,4 per cento come in maggio per i Paesi dell’Eurozona. Nel 2011 era al 2,7 per cento, sul mese precedente è scesa dello 0,1 per cento. Nella Ue (27 paesi) è risultata in rialzo a 2,6 per cento contro il 2,5 per cento precedente. Nel 2011era al 3,1 per cento. In Italia è al 3,6 per cento contro 3,5 per cento di maggio.
Pesa il bollettino Fmi, secondo il quale sono aumentate le tensioni sui mercati finanziari negli ultimi 3 mesi sottolinando che i differenziali dei Paesi euro periferici si sono ampliati vista la continua erosione della base degli investitori.
Apre debole Wall Street e non aiuta i già fiacchi mercati europei. Il Nasdaq arretra dello 0,3 per cento, il Dow Jones perde lo 0,5 per cento come l’S&P 500.
Negli Usa i conti di Citigroup hanno superato le attese, mentre le vendite al dettaglio sono calate dello 0,5 per cento mensile lo scorso mese, contro una discesa dello 0,2 per cento del mese prima e contro un atteso +0,2 per cento: le vendite (con l’esclusione del settore automobilistico) arretrano dello 0,4 per cento, come a maggio.
Le vendite nel settore auto e nella componentistica scendono dello 0,6 per cento e quelle di benzina dell’1,8 per cento. L’indice Empire (misura l’attività manifatturiera dello Stato di New York) è salito a 7,4 punti.