Borse: le incertezze del vertice UE si pagano sui mercati

BORSA MILANO

I leader del Vecchio Continente non danno fiducia ai mercati: da un lato dicono di volere la Grecia nell’euro ma dall’altro preparano piano per la sua uscita, intanto l’asse franco-tedesco è più debole dopo l’elezione di Francois Hollande. La Germania si oppone agli eurobond perché comporterebbe una aumento dei loro tassi: dovrebbero pagare di più di quello che spendono oggi (il bund a dieci anni rende meno dell’1,4 per cento), mentre il resto della UE pagherebbe meno.
Piazza Affari è in altalena e dopo aver ceduto anche l’1 per cento si muove sulla parità, Francoforte arretra dello 0,4 per cento, Parigi arretra dello 0,2 per cento, Londra recupera lo 0,3 per cento.
Aumentano i prestiti chiesti dalle banche alla Banca centrale europea ai massimi da 2 mesi: hanno raggiunto i 3,9 miliardi  di euro confermando il trend al rialzo dopo i 2,5 miliardi di euro di martedì e 1,2 miliardi di euro di lunedì. In lieve aumento gli overnight con 766 miliardi di euro posti nelle casse di Francoforte contro i 764 miliardi di euro del giorno prima.
Lo spread, è in rialzo a quota 435 punti base con i titoli italiani che rendono il 5,6 per cento, mentre i titoli tedeschi continuano la loro discesa sotto quota 1,4 per cento spinti anche dal Prodotto interno lordo che nel 1° trimestre è cresciuto dello 0,5 per cento. In rialzo dell’1,7 per cento l’export e dello 0,4 per cento i consumi privati. Il dato del 1° trimestre consente, quindi, alla Germania di non entrare in recessione dopo il -0,2 per cento del 4° trimestre dello scorso anno.