Borse: le promesse dei grandi del G20 non convincono i mercati

BORSA PIAZZA AFFARI

Le promesse che arrivano dal G20 messicano di aiuti sui rifinanziamento del Fondo monetario per fronteggiare l’emergenza con un incremento di 430 miliardi di dollari Usa convince per poco tempo i mercati.
Piazza Affari è in rialzo dello 0,4 per cento, Parigi cede lo 0,2 per cento, Londra guadagna lo 0,9 per cento, Francoforte lo 0,5 per cento. Il Tesoro spagnolo ha collocato Titoli di Stato a 12 e 18 mesi per tre miliardi di euro. Volano i rendimenti sui Bonos ad 1 anno che toccano il 5,074 per cento rispetto al 2,985 per cento dell’ultima asta dello scorso mese, mentre quelli a 18 mesi vanno al 5,107 per cento dal 3,302 per cento.
quindi Atene non è più al centro del problema: gli esperti sono sempre più convinti che il destino dell’euro sarà deciso in Spagna e in Italia. E così lo spread nostrano viaggia intorno ai 450 punti base con i titoli del Belpaese che scambiano però a un tasso superiore al 6 per cento.
Male anche nella penisola iberica: i Bonos rendono oltre il 7 per cento e per il mercato sono più rischiosi dei titoli di Stato irlandesi, nonostante Dublino abbia già chiesto l’intervento delle istituzioni internazionali. In leggera sofferenza anche i Bund non lontani dall’1,5 per cento. L’euro si muove in leggero ribasso sul dollaro Usa: la moneta unica del Vecchio Continente è scambiata a 1,2608 dollari Usa, mentre ieri la Bce l’ha rilevata a 1,2618 dollari Usa.
Crollo dell’indice Zew tedesco sulle aspettative del settore finanziario che è sceso a -16,9 punti questo mese dai 10,8 dello scorso mese. Si tratta del calo più forte sin dall’ottobre 1998. Il dato è peggiore delle attese degli esperti, che si attendevano una contrazione limitata a quota 2,8 punti.