Borse: l’indice Nikkei sconta il rallentamento della locomotiva cinese

BORSA TOKIO

Anche la Spagna esulta per un’asta di titoli a 3 e 6 mesi, ha collocato 3,6 miliardi di euro di bond contro un target massimo di 3,5 miliardi di euro e con tassi in evidente calo. Il rendimento medio sul trimestrale è sceso allo 0,946 per cento dal 2,434 per cento di un mese fa, mentre il tasso sul titolo a 6 mesi è calato al 2,026 per cento dal precedente 3,691 per cento.
Lo spread nostrano è in crescita a 446 punti base con i titoli del Belpaese che rendono il 5,7 per cento. L’euro è in rialzo: vale 1,2545 dollari Usa e 98,11 yen.
Wall Street chiude contrastata, con gli investitori che hanno scelto per la cautela in attesa di indicazioni da parte della Federal Reserve su ulteriori misure a sostegno dell’economia. Il Nasdaq ha guadagnato lo 0,11 per cento, lo S&P è arretrato dello 0,05 per cento, il Dow Jones ha ceduto lo 0,25 per cento.
Intanto il prezzo delle case nelle 29 aree metropolitane degli States sale dello 0,9 per cento mensile a giugno. Su base annuale i prezzi immobiliari crescono dello 0,5 per cento. Cresce l’attesa per il Symposium della Federal Reserve a Jackson Hole: si attende di conoscere le nuove aspettative dell’organismo sull’economia.
E passiamo al Giappone. La Borsa di Tokyo chiude in calo dello 0,57 per cento, visto il giudizio del governo del Sol Levante rivisto al ribasso questo mese sull’economia per la 1ª volta in dieci mesi vista la frenata delle esportazioni, il rialzo dello yen, i timori sulla tenuta dell’economia cinese visti i profitti delle grandi imprese del settore industriale calati lo scorso mese del 5,4 per cento su base annua. L’indice Nikkei  quindi scivola di 52,10 punti.
Il petrolio apre in rialzo a New York, dove le quotazioni salgono dello 0,5 per cento a 95,90 dollari Usa al barile. Quotazioni in ribasso per l’oro: scambiato a Singapore a 1.657,50 dollari  Usa l’oncia, in ribasso dello 0,4 per cento.