Borse: male anche i mercati asiatici e Wall Street

TORO WALL STREET

Vediamo come vanno le cose sui mercati asiatici, negli Stati Uniti e su quelli delle principali materie prime.
La Borsa di Tokyo risale dai minimi degli ultimi tre mesi e mezzo, andando in territorio positivo e allungando il passo nella 2ª parte della seduta fino a chiudere in crescita dello 0,86 per cento, pur tra i timori per la tenuta della moneta unica europea. L’indice Nikkei guadagna quindi 75,42 punti, posizionandosi a ridosso dei massimi intraday e fino a quota 8.876,59.
Nel resto dell’Asia Shanghai ha guadagnato l’1,39 per cento, Seul ha chiuso a +0,26 per cento, Hong Kong ha perso lo 0,31. A sostenere i mercati asiatici ci sono i dati sulla crescita economica migliore del previsto a Singapore (+1,6 per cento) e in Giappone (+4,1 per cento) nel 1° trimestre del 2012.
E veniamo agli Usa: Wall Street ha chiuso in calo una giornata di grande volatilità con i listini che hanno aperto positivi rallentando a metà seduta e cedere al pessimismo. Dopo le operazioni di compensazione, lo S&P 500 ha perso lo 0,44 per cento, il Nasdaq è calato dello 0,68 per cento, il Dow Jones è arretrato dello 0,26 per cento.
E parliamo di materie prime: petrolio in rialzo sui mercati asiatici dove un barile di greggio è risalito dai minimi degli ultimi mesi sull’onda delle ultime stime economiche che indicano che gli indicatori tecnici di un calo dei prezzi del greggio potrebbero essere esagerati. Il Wti con scadenza giugno guadagna 66 cents a 93,47 dollari Usa. In controtendenza il greggio europeo, il Brent, che cede 40 cents a 109,35 dollari Usa. L’oro guadagna lo 0,2 per cento sul mercato di Londra a 1.560,07 dollari Usa l’oncia. L’argento cede lo 0,4 per cento a 27,62 dollari Usa l’oncia.