Borse: male anche i mercati asiatici, sale il costo del petrolio

BORSA TOKIO

La passione di questa settimana vale anche per le borse asiatiche. La Borsa di Tokyo infatti ha chiuso la seduta in calo dello 0,53 per cento, per i timori legati alla situazione del debito nel Vecchio Continente.
Il Nikkei ha perciò segnato un calo di 52,38 punti a quota 9.767,61, dopo essere calato ieri sotto quota 9.900 per la prima volta da metà marzo e il Topix dello 0,33 per cento a quota 832,57.
E vediamo il petrolio. Il suo prezzo apre in rialzo sopra quota 102 dollari Usa al barile. Sui mercati asiatici i future sul Light crude salgono di 76 cent a 102,23 dollari Usa e quelli sul Brent crescono di 1,04 dollari Usa a 123,38 dollari Usa.
Wall Street ha terminato la seduta in calo per la 2ª seduta consecutiva. Il Nasdaq è sceso dell’1,46 per cento a 3.068,09 punti, il Dow Jones ha ceduto lo 0,95 per cento a 13.074,75 punti, e l’S&P 500 ha perso l’1,02 per cento a 1.398,96 punti.
La Fed statunitense sembra intanto escludere un nuovo allentamento della politica monetaria, per offrire liquidità nel sistema. Nel pomeriggio dagli Stati Uniti arriveranno le richieste sussidio settimanale. La settimana scorsa si era registrato un calo di 5mila unità, mentre oggi gli analisti si aspettano un incremento di mille domande.
Il Pil degli Usa accelera e cresce dello 0,7 per cento rispetto al +0,5 per cento di inizio anno. Il Pil si contrae anche in Giappone, e passa da +1,7 per cento a -0,2 per cento. Male invece la produzione industriale in Germania calata dell’1,3 per cento a febbraio (-0,5 per cento il consensus) e dell’1 per cento annuo (-0,5 per cento le previsioni).