Borse: male i mercati mondiali, la Sony sprofonda ai minimi del 1980

BORSA TOKIO

Ancora una seduta in negativo per i principali listini del Vecchio Continente con Piazza Affari che registra un -0,3 per cento nonostante il rimbalzo di Pirelli, Francoforte è piatta,  Parigi cede lo 0,6 per cento, Londra perde lo 0,3 per cento.
Pesano ancora una volta la Cina e la Grecia: la prima ha dato nuovi segni di rallentamento della crescita mentre la seconda continua ad avere poche chance di avere un governo prima di una nuova consultazione elettorale.
C’è poi la debacle multimiliardaria di JPMorgan sul fronte del trading dei derivati che ha indicato come anche una banca considerata brillante sotto il profilo del risk management in questa congiuntura possa avere perdite gravissime.
Segnali positivi invece sul fronte dello spread. Il differenziale di rendimento tra i Btp decennali e gli equivalenti bund tedeschi è sceso sotto i 400 punti e si attesta a quota 395. Bene anche l’asta dei titoli di stato: il tasso dei trimestrali cala allo 0,865 per cento (-0,38 punti, assegnati 3 miliardi di euro), mentre il tasso dei Bot annuali scende al 2,34 per cento (-0,50 punti, assegnati 7 miliardi di euro).
In Asia male la Borsa Tokyo, che ha perso lo 0,63 per cento. Tra i titoli, Sony perde il 6,43 per cento scivolando ai minimi addirittuara dal 1980 a 1.135 yen, dopo la pubblicazione dei conti e dei target. Perde Shanghai (-0,63 per cento), perde Seul (-1,43 per cento), perde Hong Kong (-1,30 per cento). Colpa della Cina e del suo rallentamento del ritmo di crescita della produzione industriale. Lo scorso mese l’attività delle imprese è aumentata del 9,3 per cento contro l’11,9 per cento di marzo. Per fortuna anche il tasso d’inflazione è in calo perciò la banca centrale potrebbe decidere un allentamento della politica monetaria.