Le aperture tedesche sul fondo salvatati, gli spiragli positivi per la trattativa per evitare il default della Grecia e il costo del denaro non ritoccato dalla Fed statunitense. Sono i tre elementi positivi che aiutano anche la nostra economia.
Così il Btp decennale scende sotto la soglia del 6 per cento per la prima volta dal 17 ottobre dello scorso anno e le Borse festeggiano…
La domanda è stata pari a 1,71 volte l’importo offerto contro 2,24 volte dell’asta precedente. Venduti sul mercato anche tutti i 500 milioni di euro di Btp con scadenza settembre 2014 indicizzati all’inflazione dell’area euro ad un tasso del 3,2 per cento.
Così lo spread tra i titoli di Stato decennali italiani e tedeschi è calato a quota 415 con un tasso del 6 per cento.
La mossa della Fed ha spinto anche il prezzo del petrolio considerando che gli Usa sono i primi consumatori mondiali dell’oro nero e così i contratti sul Wti consegna marzo sono aumentati di 47 centesimi a 99,87 dollari al barile negli scambi elettronici. Il barile di Brent, sempre consegna marzo, si è apprezzato di 74 centesimi a 110,55 dollari.
Per quanto riguarda il forex: Il basso costo del denaro rinforza anche l’euro a 1,31 nei confronti del dollaro e a 101,75 verso lo yen.







































