Borse: i mercati credono ai nuovi accordi dell’Unione Europea

BORSA TOKIO

L’accordo raggiunto dall’Unione europea va alla prova delle Borse dopo il potente  rally dello scorso venerdì. Qualche timore deriva piuttosto da un’altra contrazione dell’attività manifatturiera cinese lo scorso mese. L’indice Pmi è sceso dai 48,4 punti di maggio a quota 48,2. Però questo risultato potrebbe spingere il governo a stabilire nuove misure di sostegno all’economia.
Stabile il Pmi dell’Eurozona (45,1), male quello nostrano (in calo a 44,6). Bene invece il Pmi indiano lo scorso mese: 55 punti dai 54,8 punti di maggio.
Piazza Affari viaggia in rialzo dell’1,4 per cento, Francoforte sale dell’1,3 per cento, Parigi dell’1,5 per cento, Londra recupera lo 0,7 per cento.
Euro in lieve calo: viene scambiato a 1,2618 contro il dollaro Usa (1,2660 venerdì dopo la chiusura di Wall Street). In discesa il cambio anche nei confronti dello yen giapponese a 100,36. In calo lo spread nostrano sceso a 406 punti base con i titoli decennali italiani che scambiano al 5,75 per cento.
Spinto dagli accordi raggiunti nel Vecchio Continente, il Dow Jones ha registrato il miglior mese di giugno dal 1997 mentre per il Nasdaq e lo S&P si è trattato del maggior rialzo dal giugno rispettivamente dal 2000 e dal 1999. Il Nasdaq ha guadagnato il 3 per cento, lo S&P 500 è avanzato del 2,49 per cento, il Dow Jones è cresciuto del 2,2 per cento.
Praticamente invariata la Borsa di Tokyo. L’indice allargato Topix ha chiuso in flessione dello 0,10 per cento, l’indice Nikkei ha terminato gli scambi in calo dello 0,04 per cento. Segnali positivi dall’indice Tankan che misura la fiducia delle grandi imprese manifatturiere del Sol Levante, salito di 3 punti nel 2° trimestre di quest’anno in confronto al periodo gennaio-marzo, restando purtuttavia in territorio negativo a -1.