Borse: i mercati non si fidano dell’Eurozona, male anche l’outlook degli Usa

BORSA LONDRA

Niente da fare i mercati non si fidano dell’Eurozona con una crescita inesistente. Inoltre si teme la decisione della Corte costituzionale tedesca che deve pronunciarsi sulla legge sull’Esm e il meccanismo anti-spread approvata lo scorso 29 giugno da entrambi i rami del Parlamento. Una decisione che rischia di causare nuove turbolenze.
L’agenzia internazionale di rating Fitch ha confermato la tripla “A” per gli Usa, ma l’outlook resta negativo quindi suscettibile di un futuro ribasso.  Si legge nelle motivazioni: «L’incertezza sulle politiche fiscali e di spesa, associate del cosiddetto precipizio fiscale (il sovrapporsi di tagli di spesa pubblica e aumenti delle tasse) pesa sull’outlook a breve termine». L’agenzia afferma che non intende togliere l’outlook negativo fino alla fine del prossimo anno. Timori sulla crescita anche dalla Cina, dove la più grande compagnia del Paese per numero di passeggeri, la China Southern Airlines,  ha tagliato del 50 per cento le stime sugli utili.
Piazza Affari cede lo 0,3 per cento, arretra dello 0,3 per cento il Cac 40 di Parigi, Londra perde lo 0,4 per cento, in rialzo dello 0,2 per cento il Dax di Francoforte.
Non si allentano le tensioni sul debito sovrano: lo spread nostrano è in lieve calo a quota 460 punti base con i titoli italiani che rendono il 5,9 per cento, mentre i Bonos iberici sono al 6,8 per cento. Debole anche l’euro: la moneta unica viene scambiata a 1,2284 dollari  Usa (1,2253 dollari Usa ieri)
Mariano Rajoy, il premier spagnolo  ha annunciato la soppressione della 13ª per i dipendenti pubblici, e l’aumento dell’Iva dal 18 al 21 per cento. Diminuirà il numero delle imprese pubbliche ed il numero dei consiglieri locali calerà del 20 per cento circa.