Borse: migliori delle attese i dati sul Pil statunitense

OBAMA

Non ha avuto effetti particolarmente negativi su Wall Street l’allarme lanciato dall’agenzia di rating Fitch Ratings secondo cui gli Stati Uniti potrebbero perdere la tanto apprezzata  “tripla A” in caso della possibile impennata di entrate per l’erario Usa con il venir meno delle agevolazioni fiscali attualmente in vigore (il cosiddetto “fiscal cliff”).
Fitch è preoccupata dal fatto che a queste nuove entrate corrisponda una frenata dell’attività economica negli States. Così lo S&P è arretrato dello 0,08 per cento, il Nasdaq ha guadagnato lo 0,13 per cento, il Dow Jones ha ceduto lo 0,17 per cento.
Sono arrivati nel frattempo i dati sul Prodotto interno lordo statunitense hanno visto una revisione al rialzo per il tasso di crescita del 2° trimestre all’1,7 per cento, un dato in rialzo rispetto alla 1ª lettura, un dato che ha dato una scossa a una giornata non molto brillante dal punto di vista delle principali borse del Vecchio Continente.
Intanto rimane alta l’attesa per l’incontro dei banchieri centrali di tutto il globo che si incontreranno a Jackson Hole negli Usa per il Symposium della Federal Reserve.
Per quanto concerne le materie prime, il petrolio è in calo in apertura delle borse: il greggio con consegna a ottobre viene scambiato sul mercato elettronico di New York a 95,90 dollari Usa contro i 96,22 dollari Usa della chiusura di ieri sempre nella Big Apple, che era il livello più alto dell’ultima settimana. Scende anche il brent a 112,53 dollari Usa al barile.
Quotazioni dell’oro in leggero rialzo sui mercati asiatici: il lingotto del prezioso metallo giallo con consegna immediata viene scambiato a 1.669 dollari l’oncia con un aumento dello 0,2 per cento.