Borse: per Tokyo una striscia negativa di nove settimane

BORSA TOKIO

E vediamo i mercati asiatici come stanno andando. Tokyo ha chiuso in ribasso dell’1,2 per cento, con l’indice Nikkei che scivola a 8.440 punti, sotto i livelli del 16 gennaio scorso.
Con questa chiusura in calo, la borsa del Sol Levante conclude una striscia negativa di ben 9 settimane consecutive, la peggiore degli ultimi venti anni. Ha pesato la negativa performance di Wall Street dove il Nasdaq è calato dello 0,35 per cento, l’S&P 500 è sceso dello 0,23 per cento il Dow Jones ha perso lo 0,21 per cento: lo scorso mese le blue chip hanno perso il 6,2 per cento, l’S&P ha ceduto il 6,3 per cento, il Nasdaq il 7,2 per cento.
In Cina brusco rallentamento dell’attività manifatturiera lo scorso mese: l’indice Pmi dei direttori degli acquisti pubblicato da Cflp è sceso a 50,4 punti dai 53,3 del mese di aprile, a un passo dalla soglia dei 50 punti che separa un’economia in contrazione da una in crescita: gli esperti si aspettavano una contrazione più limitata intorno a 52 punti. La banca Hsbc ha comunicato un calo per il 7 mese consecutivo nello scorso mese a 48,4 punti.
Il Giappone ha annunciato di prendere “misure decisive” contro l’eccessiva volatilità sul mercato dei cambi, che sta pompando lo yen sempre più in alto. Lo assicura Jun Azumi, il ministro delle Finanze, col dollaro Usa trattato sotto i 79 yen e l’euro, ai minimi da undici anni e mezzo, a quota 97. Azumi ha osservato che i movimenti sui mercati della divisa giapponese erano speculativi e non in linea con i fondamentali economici nipponici.
L’incertezza della crisi economica nel Vecchio Continente incide ancora sul prezzo del petrolio che scende ai minimi degli ultimi sette mesi. Il dato negativo, come detto, sull’indice manifatturiero cinese, peggiore delle attese, pesa sul Wti che nell’after hours di New York perde 63 cent a 85,90 dollari Usa. Meglio per il Brent sulla piazza di Londra, dove sale di 6 cent a 85,90 dollari Usa. In calo anche l’oro che perde lo 0,6 per cento a 1.551 dollari Usa l’oncia. Ieri il metallo prezioso ha archiviato la peggior prestazione su base mensile dal lontano 1999.