Borse: i risultati greci offrono solo una breve tregua

GRECIA

La Grecia svolta a destra e sceglie, seppur di poco, i conservatori di Antonis Samaras, così i mercati in parte si scuotono. Samaras infatti promette un governo di unità nazionale con i socialisti del Pasok per portare avanti le riforme richieste dall’UE e restare nell’euro: un’intesa che garantirebbe all’esecutivo la maggioranza assoluza dei seggi in Parlamento.
Così Tokyo chiude a +1,77 per cento, l’euro allunga e balza a 1,2740 dollari Usa e a 100,54 yen. Anche il biglietto verde si rafforza nei confronti dello yen, a 79,13.
Ma le Borse europee hanno esiti molto diversi: Atene guadagna oltre il 5 per cento mentre Milano e Madrid perdono intorno al  2 per cento
Piazza Affari perde anche per effetto del pagamento delle cedole che pesano per l’1,2 per cento dell’intero listino. Londra recupera lo 0,5 per cento, Francoforte lo 0,9 per cento, Parigi lo 0,3 per cento.
Il voto ellenico non allenta però la tensione sui debiti pubblici: lo spread sale a quota 468 punti. I Btp sorpassano  il 6 per cento e i Bonos spagnoli sfondano il 7 per cento. In rialzo anche i bund tedeschi vicini a quota 1,5 per cento.
Intanto la BoJ (la Bank of Japan) ha migliorato a giugno il suo giudizio complessivo sull’economia del Sol Levante in scia alla “ripresa moderata” del post sisma/tsunami dello scorso anno. Hha spiegato l’istituto centrale nel rapporto mensile diffuso oggi. “L’attività economica del Giappone ha iniziato la risalita poichè si conferma la domanda interna sostenuta soprattutto dal fattore ricostruzione. Nel mese di maggio BoJ aveva rilevato che l’economia si stava “spostando sempre più verso l’alt ma che l’attività era “più o meno piatta”. E sempre dal Sol Levante arriva l’esortazione al Vecchio Continente di rafforzare al più presto il suo sistema bancario.