Borse: si va in altalena nonostante i buoni dati cinesi e statunitensi

BORSA MILANO

Seduta nervosa per i mercati del Vecchio Continente che oggi hanno spesso cambiato direzione nonostante i buoni dati macro provenienti delle prime due economie del globo,  Cina e Stati Uniti, dove nello scorso mese sono cresciuti più delle attese i settori manifatturiero e non.
Mila no cede l’1 per cento trascinata verso il basso dalle banche, Francoforte lo 0,1 per cento, Londra è invariata, Parigi perde lo 0,6 per cento. Poco mossa Wall Street, in rialzo il Nasdaq.
Il differenziale fra il Btp decennale e il Bund allemanno è a quota 332 punti dopo aver aperto la giornata a 329 punti ed essere salito fino a 338.
A febbraio, rispetto a gennaio, nell’Eurozona i prezzi alla produzione industriale sono aumentati dello 0,6 per cento, nella Unione Europea dello 0,8 per cento. Nel mese di gennaio erano cresciuti dello 0,8 per cento e dello 0,6 per cento. Rispetto al 2011 sono aumentati del 3,6 per cento e del 4,3 per cento.
In Italia sono saliti dello 0,4 per cento rispetto a gennaio (0,8 per cento) e del 3,2 per cento rispetto al 2011.
Nell’area Ocse l’inflazione rimane stabile a febbraio: l’indice dei prezzi al consumo è salito del 2,8 per cento su base annua, confermandosi sui valori del mese precedente, per fortuna il calo dei prezzi dei beni alimentari ha compensato il rincaro energetico. Questi ultimi hanno registrato +7,9 per cento annuo, dopo il +7,4 per cento di gennaio, mentre i beni alimentari hanno segnato un -3,9 per cento annuo dopo il -4,3 per cento del primo mese di quest’anno.
L’inflazione ha rallentato in Gran Bretagna (al 3,4 per cento dal 3,6 per cento) ed è rimasta stabile negli Stati Uniti (2,9 per cento) e in Francia (2,3 per cento). Lieve rialzo in Italia al 3,3 per cento dal 3,2. Nell’area euro valore stabile al 2,7 per cento.