Borse: solo il Giappone tira su il morale ai mercati asiatici

BORSA TOKIO

In Asia i mercati principali sono negativi  dopo la giornata nera dei listini del Vecchio Continente e la notte non certo positiva di quelli statunitensi.
L’indice Nikkei a Tokyo ha chiuso in flessione dello 0,83 per cento, l’indice Hang Seng a Hong Kong  ha perso l’1,04 per cento e il Composite a Shanghai è risalito del +0,13 per cento. Negativa anche la seduta del Kospi di Seul che ha chiuso le contrattazioni in negativo dello 0,13 per cento.
Segnali positivi dall’economia del Sol Levante: gli ordini di macchinari, esclusi i settori della cantieristica navale e dell’energia, sono cresciuti del 4,8 per cento a febbraio rispetto al mese prima, contro stime che erano per una flessione tra -0,5 per cento e -1 per cento.
Così oggi la Bank of Japan ha leggermente migliorato le valutazioni sull’economia del Giappone per il secondo mese consecutivo, sostenendo che il miglioramento è legato all’incremento degli investimenti pubblici della ricostruzione post-terremoto.
Continua la frenata di Wall Street che ha chiuso in forte ribasso per la quinta seduta consecutiva. Per lo S&P 500 è stato il giorno peggiore dall’8 dicembre 2011 con il maggior calo di quest’anno. Il Dow Jones ha bruciato oltre 200 punti e circa l’80 per cento dei titoli quotati al Nasdaq e al Nyse ha chiuso in calo dell’1,83 per cento: il listino tecnologico ha finito sotto quota 3.000 punti per la prima volta da metà marzo.
Pesano i  timori sulla crisi di debito in nel Vecchio Continente, con l’incertezza scatenata dall’aumento dei tassi del debito di Spagna e Italia. Il Nasdaq ha perso l’1,83 per cento, il Dow Jones ha ceduto l’1,65 per cento, e lo S&P è calato dell’1,71 per cento. In rialzo i future anche in seguito ai buoni risultati di Alcoa.
L’Euro passa di mano a 1,3136 dollari Usa in rialzo rispetto alla chiusura della notte a Wall Street (1,3078). Petrolio in lieve calo sulle piazze asiatiche dove un barile, con consegna maggio, viene scambiato a 101,20 dollari Usa, in calo di 18 cents. In controtendenza il petrolio europeo, il Brent del Mare del Nord, che guadagna 22 cents a 120,10 dollari Usa.