Borse: Spagna e Grecia tengono i mercati sulle spine

BORSA MILANO

Il Vecchio Continente davanti al problema Spagna. Dopo le difficoltà a trovare un’intesa sugli aiuti alla Grecia, i leader europei non riescono a raggiungere un accordo sull’intervento a difesa delle banche spagnole.
Da un lato la Germania è irremovibile: “Non regaleremo soldi agli istituti di Madrid”. Mentre Francia e Italia e spingono per un Fondo di salvataggio finanziato dagli stessi istituti di credito. L’incertezza resta altissima. Dice il commissario Ue, Olli Rehn: “Alla luce di ciò che sta succedendo e con l’attuale struttura, l’Eurozona corre il rischio concreto di disintegrarsi”, sottolineando l’importanza di procedere con le riforme.
Ieri Mario Draghi, il presidente della Bce, aveva chiesto “chiarezza sul futuro dell’Unione europea”. Tra i segnali positivi c’è il vantaggio dei sì (al 60 per cento circa) del referendum irlandese sul fiscal compact.
Le Borse vanno in altalena. A Milano Piazza Affari perde lo 0,8 per cento, Parigi cede l’1,5 per cento, Francoforte arretra del 2,4 per cento, Londra dello 0,8 per cento.
Lo spread è sopra quota 470 punti base, mentre l’euro è stabile nei confronti del dollaro Usa, e fa segnare una lieve flessione nei confronti dello yen giapponese.
Nella notte, l’euro ha toccato il minimo da 23 mesi nei confronti del biglietto verde, scendendo fino a 1,2324, per poi risalire fino a 1,2327.
L’indice Pmi: nell’Eurozona è sceso a 45,1 punti a maggio dai 45,9 di aprile. Il dato è sostanzialmente in linea alle attese degli esperti, che si aspettavano una flessione a 45 punti. Nel dettaglio dei singoli Paesi, in Francia è sceso a 44,7 da 46,9 (44,4 le attese), in Germania è sceso a 45,5 punti da 46,2 (45 le attese), in Italia è salito a 44,8 da 43,8 (43,4 le attese). La disoccupazione in Italia vola al 10,2 per cento, attesa per i dati statunitensi su lavoro e consumi.