Borse: spread in risalita e mercati in lieve oscillazione

BORSA MILANO

Le non-decisioni di Ben Bernanke, il presidente della Federal Reserve, continuano a pesare sui mercati. Piazza affari perde lo 0,1 per cento, a Parigi il Cac 40 sale di oltre l’1 per cento, a Francoforte il Dax guadagna lo 0,4 per cento, a Londra il Ftse 100 avanza dello 0,3 per cento. A Milano si nota in negativo il -3,7 per cento di Snam: Eni (+0,85 per cento) ha annunciato di aver dato il via al collocamento del 5 per cento del capitale di Snam attraverso una procedura, che è gestita da Goldman Sachs, di accelerated bookbuilding.
Deboli anche i mercati asiatici con Hong Kong che cala dell’1,11 per cento a causa anche dei titoli del settore immobiliare, con Tokyo che ha chiuso con un-0,32 per cento, e Shanghai che guadagna lo 0,37 per cento. Chiusura in netto ribasso (-1,48 per cento) a Seul.
Lo spread nostrano è tornato a salire a quota 488 punti. Stessa musica in Spagna dove il differenziale viaggia a quota 553 in lieve flessione rispetto all’apertura. Ecco i rendimenti dei titoli a 10 anni di Germania, Italia e Spagna bund 1,23 per cento, Btp 5,97 per cento, bonos 6,68 per cento.
Wall Street, spinta da energetici e titoli dell’health care, ha finito in rialzo. I mercati, che inizialmente avevano accolto con freddezza le parole del presidente della Fed Ben Bernanke, – in audizione ieri al senato e oggi di nuovo alla camera, – hanno poi trovato la via dei rialzi non abbandonando la speranza che la banca centrale si decida a nuove azioni di stimolo. Dopo le operazioni di compensazione, il Dow Jones è cresciuto dello 0,62 per cento, il Nasdaq ha guadagnano lo 0,45 per cento e lo S&P 500 è avanzato dello 0,74 per cento.
L’euro è in lieve calo sul dollaro Usa a 1,2279 contro 1,2288 della chiusura di ieri a Wall Street e quota 1,23 superata ieri dopo l’asta iberica. Contro lo yen giapponese l’euro passa di mano a 97.
Petrolio in calo a 88,96 dollari Usa (-26 cent). Il Brent cede 60 cent a 103,40 dollari Usa. Oro in calo a 1.578,53 dollari Usa l’oncia, segnando una flessione dello 0,3 per cento.