Borse: vento in poppa in Europa e spread sotto quota 300

BORSA MILANO

Ben 15 delle 19 principali banche Usa hanno superato gli stress test. E’ questa la notizia che ha spinto verso l’altro i listini del Vecchio continente. Inoltre la Federal Reserve ha annunciato tassi fermi tra lo 0 e lo 0,25 per cento fino alla fine del 2014 e ha parlato di “crescita moderata dell’economia”.
Stabile l’inflazione a febbraio nella zona euro al 2,7 per cento come a gennaio. Nel 2011, invece, era al 2,4 per cento. Nell’Unione Europea a 27 sale dal 2,9 per cento al 3 per cento.
Negli Usa è calata del 2,4 per cento la domanda settimanale di mutui  mentre il deficit delle partite correnti è cresciuto a 124,1 miliardi di dollari Usa nel 4°  trimestre dello scorso anno da 107,6 nei 3 mesi precedenti. Il deficit registrato per gli ultimi 3 mesi dell’anno passato è il maggiore dal 4° trimestre del 2008 e rappresenta il 3,2 per cento del prodotto interno lordo statunitense. Si tratta di un passivo più alto delle attese degli analisti che pensavano a un disavanzo di 115 miliardi di dollari Usa.
Piazza Affari registra un rialzo dell’1 per cento, Francoforte sale dell’1,2 per cento  Londra guadagna lo 0,4 per cento, Parigi lo 0,7 per cento.
Lo spread tra i titoli tedeschi a 10 anni e i Btp nostrani è in calo a quota 292, con un tasso sul mercato secondario del 4,805 per cento. Consolidato il sorpasso nei confronti della Spagna il cui differenziale nei confronti della Germania resta oltre quota 320 punti. L’euro è in discesa a 1,30 nei confronti del dollaro Usa.
La Borsa di Tokyo chiude in rialzo dell’1,53 per cento e supera, per la prima volta in sette mesi, i 10 mila punti. L’indice Nikkei termina la sua corsa a 10.050,52 punti. A giovare sui mercati l’indebolimento dello yen nei confronti dell’euro scambiato a 108,61.