Bossi Berlusconi: dibattiti al momento della verifica

Bossi-Berlusconi

“È nostra intenzione completare il programma di governo arrivando alla scadenza naturale della legislatura e i cittadini potranno giudicare il nostro operato con le elezioni politiche generali” scandisce bene il premier Silvio Berlusconi. “La vera anomalia è chiedere la caduta di un governo che più volte ha ottenuto la fiducia. La maggioranza c’è ed è coesa”. Inizia così, nell’aula della Camera la comunicazione del premier sulle novità intervenute nella maggioranza che sostiene il governo dopo la nomina dei nuovi sottosegretari. Trentotto minuti di discorso sul calco di quello fatto ieri a Palazzo madama.

Parole che lasciano freddo Umberto Bossi che replica “A parole è bello, ma aspettiamo i fatti”. Il discorso prosegue con l’immancabile attacco alla sinistra “che non ha leader e programma comune”, con l’elenco dei cinque punti qualificanti del suo programma fino al 2013: dal federalismo fiscale alla riforma della giustizia, fino all’immigrazione, alla sicurezza e al piano per il Sud, dove Bersani applaude ironicamente. Poi la negazione dei contrasti all’interno del governo sulle politiche fiscali e l’ennesimo annuncio della riforma prima dell’estate di tre aliquote più basse. Per finire con l’allentamento del patto di stabilità per i comuni virtuosi e l’annuncio di una imminente riforma dell’architettura istituzionale con meno parlamentari, un senato federale e più poteri al governo. Poi una frase sul “sacrificio di sedere a Palazzo Chigi”, qualche mugugno dai banchi dell’opposizione e per qualche minuto il premier smette di leggere e afferma “Vi assicuro che è un grande sacrificio, grandissimo.” Il discorso prosegue tra gli applausi della maggioranza.

Berlusconi dice di voler lasciare come eredità un grande partito ispirato al partito popolare europeo. E dei contrasti con Bossi? Semplicemente per il premier non esistono. Dal coro da stadio dell’opposizione si leva un “bacio, bacio!” e poi la conclusione con un appello alla collaborazione a tutte le forze politiche.

Il leader della Lega Nord si è fermato a parlare poi con i cronisti presenti. Il rapporto con Berlusconi e le riforme sono stati gli argomenti principali. Il rapporto con Berlusconi sembra legato a doppio filo all’esaudimento delle richieste, un po’ come la storia del genio della lampada, formulate dalla Lega da parte del premier. Tuttavia Bossi si è mostrato possibilista su un accordo con l’opposizione per una nuova legge elettorale.