Calciopoli scudetto 2006: la Juventus stima i danni subiti

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Trecento milioni di euro. A tanto ammonterebbero, secondo Andrea Agnelli, i danni economici che il club della Juventus ha subito per via dello scandalo Calciopoli. Scandalo che in questi giorni è tornato in auge per via di un botta e risposta mass-mediatico tra il presidente dell’Inter Massimo Moratti e il procuratore federale Stefano Palazzi; quest’ultimo, nelle sue 72 pagine di motivazioni circa il provvedimento di Calciopoli bis, ha infatti chiamato in causa l’Inter di Facchetti per presunti favoreggiamenti arbitrali.

Insomma, cambiano i protagonisti, ma la storia è sempre quella. Torniamo alla Juventus. Già all’epoca dei fatti, nel 2006, il club bianconero stimò in 130 milioni di euro i danni subiti dal processo, che vide la sospensione di una parte della dirigenza del club, e la retrocessione in Serie B. A questi 130 milioni di euro di danni andavano aggiunti i costi di gestione delle operazioni di calciomercato in uscita, visto che ci fu un generale fuggi fuggi dalla Juve che portò ad una svalutazione dei pezzi più pregiati. Dal 2006 ad oggi i danni sono lievitati a puntino. Agnelli si sarebbe sfogato nella giornata di ieri, in occasione della presentazione delle nuove maglie Juve 2011 / 2012, parlando di come la dirigenza abbia “i mezzi, le capacità e le conoscenze per muoverci anche al di fuori della giustizia sportiva, ma per il momento non lo facciamo”. I danni al brand Juventus hanno bisogno di una risposta, concreta, repentina e motivata, in merito all’empasse sullo scudetto 2006. Eh si, perché “gli organi federali – come ha ricordato lo stesso Agnelli – possono tuttavia intervenire e non assegnare il titolo se anche le squadre non sanzionate hanno tenuto comportamenti poco limpidi”.