Capodanno 2013 Maria Montessori: Buon Anno alla reginetta di Google

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Per gli auguri di Buon Anno Google omaggia Maria Montessori (142°Compleanno / Anniversario della nascita) come una delle celebrità del 2012, in vista di Capodanno 2013 dedicando un bellissimo logo a mosaico sui personaggi più famosi del web.

Durante la rassegna stampa estera mi sono imbattuto in questo articolo che parla dell’exploit del metodo Montessori in Russia e Ucraina negli ultimi 10 anni, nell’ambito di una inchiesta che riguarda lo sviluppo di nuove metodologie di insegnamento presso le scuole materne di questi Paesi.

L’omaggio a Maria Montessori è stato colto in occasione del 142° anniversario della nascita della scienziata ed educatrice italiana, famosa forse ai più per essere la “signora delle mille lire”, ma nel resto mondo, pensate un pò, viene considerata una guru dell’educazione ed è molto famosa…non solo per quella banconota! Google oggi le ha dedicato un logo, visibile in home page, facendo sì che milioni di persone potessero conoscere meglio questa figura e informarsi su diverse curiosità. Di seguito il nostro contributo.

In Ucraina, dicevamo, alcuni istituti hanno deciso di rendere omaggio a Maria Montessori attuando il suo metodo di insegnamento: gli istituti sono Clever Kids Club di Obolon, l’Associazione Insegnanti di Borys Zhebrovsky, la Scuola Statale Maria Montessori di Kiev (unica al mondo insieme alla Princeton Montessori School nel New Jersey, in America), il Mykhalchuk Montessori Center, e l’International Montessori Association.

A chi si sta chiedendo cosa sia e come funzioni il metodo Montessori, sappi brevemente che si tratta di un metodo pedagogico in cui si lascia il bambino libero di giocare e interagire con gli oggetti e l’ambiente circostanti, senza incanalarlo in comportamenti di nessun genere. Maria Montessori ha dimostrato come i bambini, di età compresa tra i 3 e i 6 anni, abbiano un incredibile sviluppo autonomo delle proprie capacità cognitive e del proprio ego, ed è quindi importante lasciarli operare senza interferire. Questo (per grandi linee) è il metodo Montessori: qui trovate una esauriente spiegazione teorica e pratica di tale metodo.

In Ucraina il metodo sta dando risultati insperabili, anche se diversi studiosi hanno già commentato il tutto dicendo come sia difficile che esso prenda piede in Cina, in India e in medio oriente, per via delle rigide dottrine educative che ci sono in quei Paesi.

Dice Lynne Lawrence, direttrice dell’Associazione Internazionale Montessori: “questa è la pedagogia più diffusa al mondo, perché non si tratta solo di sviluppo intellettuale, ma di sviluppo a tutto tondo, in quanto i bambini, per la prima volta nella loro vita, mettono le basi per fare ciò che faranno da grandi“.

Yulia Demydenko, della Scuola Statale Montessori di Kiev, aggiunge: “per un bambino di quattro o sei anni, non è importante imparare a leggere o a contare i numeri, ma ad orientarsi nel mondo, a prendersi le libertà, le responsabilità, la fiducia in sé stessi, l’amore per la conoscenza. Per i bambini è importare produrre, sentirsi membri della società e imparare cose con le quali non si stancano mai di avere a che fare“.

Il metodo Montessori, in questa scuola, viene utilizzato così: i bambini, per prima cosa ogni mattina, si mettono in cerchio, si salutano tutti e si dividono in gruppi. Ciascun gruppo gioca con giocattoli e strumenti che permette loro di testare uno dei cinque sensi (tatto, gusto, olfatto, udito e vista). Così, nel gruppo che gioca con l’udito, i bambini maneggiano strumenti musicali, in quello che gioca con il tatto, maneggiano giocattoli dalla diversa consistenza materiale (morbida, ruvida), e così via. E durante il gioco, gli insegnanti insegnano diverse cose, sempre “in sintonia” con il gruppo di appartenenza.

Interessante quel che dice Yuriy Rakotski, che in Ucraina dirige una scuola materna che da pochi anni ha rivoluzionato il sistema educativo adottando il metodo Montessori: “sfatiamo il mito che i bambini hanno tempi di attenzione brevi, se fanno una attività che a loro piace, i tempi di attenzione sono lunghi, e molto concentrati, più di quelli degli adulti. Se riusciamo a far capire al bambino che lui stesso fa parte del processo di apprendimento, che grazie a lui una cosa funziona o non funziona, e gli spieghiamo perché, vedrete che imparerà molto bene“. Lo stesso Rakotski fa un esempio: prima di iniziare a usare un nuovo giocattolo, il bambino deve mettere a posto quello che aveva utilizzato prima, e per dirgli di fare ciò, devi dirgli che un altro bambino lo deve usare dopo di lui. La prossima volta, poi, che quel bambino vorrà quel giocattolo, anziché piangere, saprà subito dove trovarlo, e magari socializzerà con altri bambini che lo stanno già usando.

Pare che, nel mondo, gli insegnati più bravi ad utilizzare il metodo Montessori si trovino negli Stati Uniti d’America. Questo è dovuto al fatto che negli anni ’10, Maria Montessori collaborò con diverse università americane, tra le quali quelle di Chicago e New York, e scriveva per la rivista McClure, con la quale pubblicò anche un libro in lingua inglese dedicato all’istruzione dei bambini. A differenza dell’Italia, gli Stati Uniti in quei tempi non criticavano gli esercizi educativi della Montessori, ed erano più tolleranti nei confronti di un metodo che di fatto enfatizzava la libertà dei bambini a discapito del ruolo degli insegnanti. Nel 1960 gli Stati Uniti erano il Paese al mondo con il maggior numero di scuole che adottavano il metodo Montessori, e ancora oggi (Google docet) sono i primi ammiratori di questa grande educatrice che letteralmente rivoluzionò due millenni di concetti educativi nelle scuole. E lo fece con tanto amore e tantissima competenza.