Casa: comprare oggi o aspettare prezzi più bassi?

800px-Palazzo_di_Giustizia_(Florence)_0

E’ meglio acquistare una casa oggi o aspettare pensando di avere prezzi più bassi? Non si tratta di risposta facile visti i continui mutamenti in atto negli scenari economici e immobiliari legati alla crisi economica in atto. A mettere sotto pressione il mercato immobiliare (nella foto il nuovo palazzo di giustizia a Firenze) sono l’erosione del risparmio delle famiglie italiane, la rigidità nella concessione dei mutui da parte delle banche, l’innalzamento del costo del credito, il divario sempre più ampio tra l’offerta di abitazioni in crescita e la domanda in calo, un trend iniziato nel 2005.
Una pressione al ribasso che crea un un circolo vizioso di recessione la cui durata potrebbe essere non breve. È quanto emerge dall’Osservatorio semestrale di Nomisma  sull’andamento del mercato del mattone nelle principali tredici città italiane. «La prima variabile  – spiega il responsabile dell’area real estate per Nomisma, Luca Dondi, – a fare le spese della crisi è il volume delle compravendite, che a fine 2011 dovrebbe scendere a quota 565mila (ovvero un -7,7 per cento sull’anno)».
Si tratta del livello più basso di transazioni realizzato sin dal 1997. Nelle città analizzate il numero di compravendite residenziali si dovrebbe attestare a fine 2011 in un valore minimo dal 2000 ovvero a poco meno di 237mila. Sotto pressione saranno le quotazioni, già in una parabola discendente anche se questo non è bastato a far ripartire il mercato. La perdita dei prezzi nel residenziale è stata pari all’8,6 per cento dal secondo semestre del 2008 a oggi (-14 per cento calcolando il tasso di inflazione). Il calo continuerà il prossimo anno fino al 2014, quando dovrebbe tornare il segno positivo.