Catasto al metro quadro nella riforma Monti

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Tra le varie riforme della manovra, messa in atto da Mario Monti, arriva anche quella del Catasto.

Sarà una vera e propria rivoluzione, visto che cambieranno i parametri di valutazione degli estimi catastali: la determinazione del valore di un immobile non sarà più valutata in base ai vani ma in metri quadri.  L’obiettivo questa volta però non sarà quello di fare cassa, ma di aggiornare i dati dell’immenso archivio edilizio italiano, adeguandoli alla realtà e ai valori di mercato. Dunque sarà a costo zero per i contribuenti. Lo scopo del progetto è quello di far sparire i moltiplicatori, appena accresciuti dalla manovra, e fare in modo che la riforma fiscale sia in linea con il valore reale del bene o la sua vera redditività, a seconda dell’imposta da applicare. In questo modo potranno tutti avere parametri certi per valutare la convenienza di acquisti e affitti, riequilibrando gli estimi delle grandi città sperequati tra centro e periferia. L’operazione porterebbe quindi subito maggiori entrate nell’ambito delle compravendite ma all’adeguamento dei valori base dovrà corrispondere una riduzione delle aliquote. Quello che è sicuro per ora è che le attuali rendite catastali non sono più congrue ai valori di mercato. Se si va a vedere infatti l’ultimo rapporto dell’Agenzia del Territorio notiamo infatti che, per le abitazioni, il valore corrente di mercato è pari, in media a 3,73 volte la base imponibile ai fini Ici. Se invece vediamo l’Irpef, lo stesso rapporto varia da 3,59 delle abitazioni principali e il 3,85 per cento per le seconde case. Infine, i canoni di locazione sono superiori di 6,46 volte a quelli delle rendite catastali.

Oggi intanto, il Consiglio dei ministri, valuterà le precedenti misure, proposte per la crescita del Paese: dalle liberalizzazioni alla riforma del lavoro, dagli ammortizzatori sociali alle infrastrutture. Per il Catasto invece dobbiamo ancora aspettare un po’.