CCT e BTP decennali: vediamo pro e contro

EURO

Il Tesoro predilige al loro posto i Btp ma i CCTcontinuano a fare la loro figura nell’ambito delle “frecce” a disposizione del risparmiatore. Tuttavia durante questa crisi i Cct non si sono comportati proprio benissimo. Nonostante la loro caratteristica di obbligazioni difensive (ricordiamo che sono a tasso variabile, dunque tendono a “ondeggiare” meno anche quando i tassi di interesse vanno in fibrillazione), i prezzi sono scesi di molto e le ultime emissioni hanno offerto rendimenti addirittura superiori a quelli dei Btp della stessa durata.
Questo si spiega con il fatto che la Bce – che sta  acquistando per sostenere il debito pubblico italiano – ha sclelto i BTP e non i CCT, scelta  che ne  ha depresso le quotazioni. Ipotizzando però un ritorno alla normalità, è presumibile pensare che i prezzi si riadegueranno alle nuove cedole (più basse) spingendo le quotazioni a riprendersi.
Ci sono poi i BTP a 10 anni. Qui bisogna essere  ottimisti per operare questa scelta essendo un investimento a lungo termine. In molti lo sono, ottimisti: si pensa infatti che l’Italia abbia le armi per aggredire il debito pubblico prima di dover ricorrere a misure  estremamente traumatiche sui titoli di Stato emessi. Ma in ogni caso è qui che le quotazioni stanno soffrendo di più. Sulla  “parte lunga della curva” si scaricano per lo più le tensioni ed è anche qui che si concentrano i confronti a livello internazionale.
Non c’è dubbio che il “rischio Italia” si misuri anche con il Btp decennale. Ma chi vendesse ora, per chi ha comprato un anno fa, avrebbe una perdita ingente in termini di prezzo (intorno 15 per cento sulle scadenze più lunghe). Meglio allora concentrarsi sulle cedole: finora chi ha deciso di incassare le cedole ha guadagnato.