Charles Dickens nel Logo Google per gli auguri di Buon Anno

Il 200° anniversario della nascita di Charles Dickens viene oggi usato per gli auguri di Buon Anno sul web grazie ad un bellissimo Logo Google per Capodanno 2013, che ricorda quello pubblicato nel 2012 che ne raffigura i personaggi più celebri dei suoi romanzi. Si riconoscono Ebenezer Scrooge, il vecchio taccagno di “Canto Di Natale”, qui in pigiama da notte e lanterna in mano, il piccolo David Copperfield, il simpatico Oliver Twist, Samuel Pickwick e molti altri (sapreste identificarli tutti?).

Charles Dickens fu uno dei più grandi scrittori di tutti i tempi. Nato a Portsmouth, in Inghilterra, il 7 febbraio 1812, buona parte dei suoi romanzi ebbero uno strepitoso successo grazie al fatto che furono pubblicati a puntate presso una rivista di sua proprietà. Visse in  una benestante famiglia di imprenditori, fu secondo di undici figli, Dickens fu anche impiegato presso la Marina britannica, giornalista, studioso di rilievo e gran viaggiatore.

Oggi è uno dei romanzieri più popolari, pensate che il suo romanzo “Racconto Di Due Città”, scritto nel 1859, con oltre 200 milioni di copie vendute è il quarto libro più venduto della storia dopo La Bibbia (6 miliardi di copie), I Discorsi di Mao (900 milioni) e Il Corano (800 milioni). Se anche voi grazie al logo Google di oggi 7 febbraio 2012, vi siete imbattuti in una serie di curiosità e approfondimenti su Charles Dickens, restate in questa pagina, ce ne sono alcune che potrebbero interessarvi.

Logo world wide web

Questo di oggi è il secondo logo Google, dedicato ad un personaggio dell’arte, che viene pubblicato consecutivamente. Ieri era il turno del regista francese Francois Truffaut . A differenza di quest’ultimo, il logo su Dickens è stato pubblicato su tutte le home page del mondo di Google, mentre Truffaut era stato pubblicato solo in alcuni Paesi scelti, perlopiù europei. Del resto, chi nel mondo non conosce Charles Dickens? Lo scrittore è entrato nelle scuole di tutto il pianeta da circa un secolo.

Il mondo accademico ama Dickens per via del fatto che fu uno dei precursori dei cosiddetti “romanzi sociali”, ovvero romanzi che nei loro generi avevano la descrizione, la denuncia e l’approfondimento degli stili di vita dei ceti sociali più bassi. In effetti, leggersi un libro di Dickens è anche farsi un bel bagaglio culturale e storico sull’Inghilterra dell’800. Alcuni critici raccontano di come, durante la prima e la seconda guerra mondiale, in alcuni paesi poveri, i giovani meno fortunati che non potevano frequentare la scuola, “studiassero” la storia dell’Ottocento leggendo vecchie ristampe dei romanzi più popolari di Dickens.

Quanto successo ebbe?

Tanto. Nel 1836, a soli 24 anni, Dickens pubblicava “I Quaderni Postumi Del Circolo Pickwick” sulle pagine della rivista Morning Chronicle. Quest’ultima, che stampava decine di migliaia di copie al giorno, gli diede grande visibilità. Come un novello Bel-Ami, poi, Dickens scalò gli alti ranghi dell’editoria che conta, sposando dapprima la figlia del direttore del giornale Morning Chronicle, poi stringendo amicizia con alcuni personaggi importanti, tra i quali John Forster, Segretario di alcuni commissioni governative, grande critico letterario, che scrisse una biografia su Dickens che vendette migliaia di copie. Lo scrittore divenne famoso e le riviste cominciarono a cercarlo settimanalmente, da ogni parte dell’isola.

Pensate che a meno di 30 anni viaggiò anche negli Stati Uniti e in Italia, dove era famoso presso gli editori più importanti. Per darvi una idea di quanto fosse grande Dickens per l’epoca in cui visse, fate un paragone con un altro grande scrittore popolare, suo contemporaneo: Herman Melville, autore di Moby Dick, da vivo vendette in tutto soltanto 4.000 (quattromila) copie del famoso romanzo con la balena bianca, conosciuto e recensito con successo anche in Inghilterra.

I grandi giornali lo festeggiano così

Certo che non c’era bisogno del logo Google per ricordare ai mass media che oggi fosse il 200° anniversario della nascita di Charles Dickens. La BBC lancia uno stimolo di riflessione con un bell’articolo dal titolo “Charles Dickens davvero salvò i bambini poveri e diede lustro ai quartieri dei bassifondi?”. Nell’articolo ci si chiede se le cose in Inghilterra siano davvero cambiate dai tempi di Oliver Twist ad oggi; “è difficile riconoscere ancora oggi – si legge nell’articolo – se ci sia stata una influenza di Dickens in certe aree delle città più povere”. Della serie: Ebenezer Scrooge vive ancora, lunga vita ad Ebenezer!

Il Washington Post invece parla del logo Google e di come, prima di esso, presso circoli letterari e reportage di giornali di tutto il mondo negli ultimi 200 anni non si sia mai venuti meno dal celebrare il compleanno di Charles Dickens. Se ve la cavate bene con l’inglese, leggete quest’articolo del Daily News dal titolo “Come sarebbe andata se Charles Dickens e i suoi personaggi avessero usato Twitter?” Nell’articolo ci sono anche una serie di finti “tweet” dei suoi personaggi, scritti in maniera molto intelligente, che chi ha letto i libri di Dickens li riconoscerebbero al volo (imperdibile il “tweet” di A Christmas Carol). Da non perdersi neanche l’articolo de La Stampa dal titolo “Dickens in Italia sull’orlo del vulcano”, scritto da Richard Newbury, che ci svela alcuni retroscena su di un viaggio di Dickens in Italia.

Anche il Principe Carlo celebra Dickens

Stando a quanto ha riferito l’agenzia inglese Reuters, questa mattina il Principe Carlo s’è dato da fare per celebrare il 200° compleanno di Charles Dickens. Il principe ha dapprima visitato il Charles Dickens Museum di Londra, insieme all’attrice americana Gillian Anderson, che ha interpretato il ruolo di Miss Havisham in un adattamento per la BBC di “Grandi Speranze”. Quindi, Carlo s’è recato all’Abbazia di Westminster per deporre una corona di fiori sulla tomba dello scrittore. Da lì, tappa a Londra in un circolo di poeti dove è in corso “il più grande raduno dei discendenti di Dickens”. Ci sono infatti il pronipote dell’autore Mark Dickens, il biografo Claire Tomalin e altri 200 familiari diretti di Dickens. Non staremo qui ad elencarveli tutti!

Felice Anno Nuovo anche da parte nostra!