Confindustria news: Italia al palo, la produzione scende

Confindustria

Frenata brusca per la fase di recupero dopo la crisi in Italia. La produzione industriale è quasi ferma ai livelli dell’estate scorsa. Nulla è cambiato. Lo rileva il rapporto sugli scenari industriali del Centro Studi di Confindustria. “I nostri imprenditori dovranno essere tre volte più bravi degli altri se vorranno sopravvivere in questo contesto competitivo così carente” è questo uno dei commenti del direttore Paolazzi. L’industria italiana è rimasta schiacciata tra la violenta recessione e la lenta ripresa. Nel paese non c’è la piena coscienza del ruolo di primo piano che hanno le attività manifatturiere nel generare reddito e occupazione, nell’essere l’unico motore della crescita economica. Con la crisi l’attività industriale è mostruosamente diminuita, molto di più di quanto rilevato altrove. La fase di recupero avviata nel secondo trimestre 2009 e intensificata nel 2010, ha poi subito una dolorosa battuta d’arresto. La Germania che aveva perso poco meno dell’Italia, ha già colmato gran parte della caduta scatenata dalla crisi.

L’Italia scala così dalla quinta alla settima posizione per forza industriale, con sorpasso di India e Corea del Sud. La chiamano la scalata dei paesi emergenti. Ruotando di nuovo il mappamondo a casa nostra, è Lecco la prima provincia per forza industriale, seguita da Modena, Vicenza e Bergamo. Milano è sedicesima e Roma ottantaduesima. Ultima Agrigento. Nessuna provincia meridionale si trova sopra la media a parte Chieti e Teramo. Sotto la media anche sette province del Nord, alcune della quali liguri.

Segnali allarmanti, sintomi di un malessere che deve essere arrestato prima che si trasformi in una vera e propria metastasi per cui non vi è più cura.