Sostituzione Ici: cos’è l’Imu?

Monti

Cambia il nome ma la sostanza non è poi così diversa.

Dal 2014, una delle tasse più odiate e discusse, l’ICI, sarà sostituita con un’altra imposta: l’IMU (tassa che andrà a sostituire Ici e Irpef). Una tassa che viene presentata come primo simbolo del federalismo fiscale ma che secondo il presidente dell’Istat, Enrico Giovannini, non farà altro che aumentare ulteriormente il rischio di povertà delle famiglie italiane. Cerchiamo adesso di capire in cosa consiste questa nuova tassa e quali sono le differenze tra Imu e Ici. Per prima cosa c’è da dire che la prima ha modalità di pagamento limitate mentre l’Imu sostituirà tutte le tasse locali. Questa tassa sarà rivolta ai possessori di immobili, ai soggetti che utilizzano un bene in seguito ad un contratto di leasing o ad una concessione demaniale. Gli edifici che saranno coinvolti nel pagamento di questa tassa potranno essere sia terreni che prefabbricati, ma continuano ad essere esclusi gli edifici non interessati al pagamento dell’Ici, come quelli di proprietà ecclesiastica (che strano!), anche se non destinati a luoghi di culto e di prime case che non siano però ville, castelli o altri simili. A quanto ammonterà questa tassa? Il suo importo verrà stabilito annualmente dalla legge finanziaria con la possibilità di essere ritoccato dai comuni dello 0,3 per cento verso l’alto o verso il basso. In caso di affitto invece l’importo potrà essere scontato del 50 per cento. Attenzione però. Non dovremo pagare questa tassa in un unica rata ma avremo la possibilità di effettuare il pagamento in 4 rate, nei seguenti mesi: marzo, giugno, settembre e dicembre.

Il problema però caro Presidente rimane sempre lo stesso: con quale danaro dovremmo pagare questa tassa?