Costa Concordia incidente, indagini sul comandante

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Mentre continuano le ricerche dei dispersi, si muovono sempre di più le accuse al comandante della Costa Concordia, l’imbarcazione che la sera di venerdì scorso durante la navigazione ha preso in pieno uno scoglio che ha costretto i viaggiatori ad evacuare.

Il giorno dopo è stato fermato con accuse gravissime il comandante della nave Francesco Schettino per omicidio colposo plurimo, disastro e abbandono della nave. In merito all’ultima accusa, Costa Crociere ci ha tenuto a dissociarsi completamente dalla condotta del comandante e anzi la compagnia si è allineata con la tesi accusatoria della procura di Grosseto.

Adesso sono in arrivo avvisi di garanzia per almeno altri tre alti ufficiali a bordo durante l’incidente che avrebbero anche loro abbandonato l’imbarcazione ore prima della conclusione delle operazioni di salvataggio.

La Costa Crociere scarica quindi la responsabilità del naufragio della Concordia addosso al comandante, reo di non aver gestito l’emergenza secondo le procedure della società. Il capitano, che è comandante dal 2006, dovrà adesso difendersi in un processo in cui anche l’azienda risulta essere parte lesa.

Il comportamento del comandante però non appare essere come riportato dagli organi di informazione quindi prima di accusarlo c’è da capire meglio quello che è realmente successo e come sono succedute le dinamiche. Quello che invece già sembra certo è che la rotta della Concordia è stata impostata correttamente alla partenza nel porto di Civitavecchia. Soltanto le indagini riusciranno a farci avere un quadro chiaro di quello che è successo in quelle terribili ore.

Una tragedia che è costata alla compagnia 93 milioni di dollari di danni immediati, oltre a quelli ancora da valutare riguardanti invece i diversi aspetti assicurativi. Una di quelle catastrofi che non dovrebbe mai succedere e che ridurrà sicuramente il numero di coloro che decideranno di andare in crociera.