Costa Concordia, retroscena su Domnica e Schettino

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Un ordine ripetuto due volte, una sequenza numerica sbagliata e una manciata di secondi potrebbero essere stati sufficienti a far schiantare il gigante del mare, ovvero l’enorme Costa Concordia, che la notte del 13 gennaio scorso si è “arenata” sugli scogli dell’isola del Giglio.

Si parla di trenta, forse quaranta secondi, che sarebbero bastati a salvare la vita della piccola Dayana Arlotti e di suo padre. A raccontare come sono andati veramente i fatti è ancora Domnica Cermontan, la giovane donna che si trovava nella plancia di comando, in compagnia del comandante Francesco Schettino e lo fa attraverso le pagine del settimanale “Oggi”.

Domnica continua a porsi in difesa del primo ufficiale, affermando di aver sentito chiaramente Francesco Schettino scandire gli ordini di manovra ai suoi ufficiali. Gli ordini venivano dati con sequenze numeriche che poi erano ripetute dagli altri ufficiali. Quattro passaggi in tutto. Ma qualcosa improvvisamente si intoppa: l’ultimo ufficiale avrebbe ripetuto la sequenza sbagliata.

L’ordine sarebbe stato ripetuto ancora – racconta ancora la donna. Questa volta correttamente.

“Saranno passati 30 o 40 secondi ed è iniziato il finimondo”, dice la donna che poi ci tiene ad aggiungere: “L’impatto con gli scogli non lo abbiamo sentito, ma gli allarmi hanno cominciato a suonare, gli ufficiali correvano ovunque e ho capito che era successo qualcosa di grave. Forse quell’errore ha fatto perdere istanti preziosi e può essere stato fatale”.

Sono passati due mesi esatti da quella tragica notte del 13 gennaio che ha sconvolto l’intero Paese. Due mesi durante i quali la storia di un terribile incidente si è trasformata nella trama di una soap opera. La presunta love story tra il comandante e Domnica Cermontan, sta spostando l’attenzione dei media dalla vera questione: perché la nave era così vicino alla costa dell’isola? E soprattutto, perché l’allarme è stato lanciato così in ritardo?