Costa Concordia, ultime news su Schettino

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Non si sono fermati gli sviluppi dell’indagine su Schettino, il comandante della Costa Concordia naufragata il mese scorso davanti all’isola del Giglio, accusato di aver abbandonato la nave senza terminare prima l’evacuazione di tutti i passeggeri, omicidio colposo plurimo e naufragio.

E iniziano anche a parlare i suoi legali, tra cui Bruno Leporatti, che afferma: “Valuteremo se ci sono degli sviluppi investigativi per ripercorrere l’accaduto. Schettino non si tirerà indietro dal farsi interrogare di nuovo”. Per lo meno questo. Il comandante sembra non essere come la maggior parte della classe politica italiana che non appena accusata, pur di non presentarsi in tribunale, inventa ogni imprevisto.

No, Schettino in caso di un nuovo interrogatorio ci sarà. Perché, come ci tiene a sottolineare il suo legale (ma penso che siano in pochi ad avere dubbi su questo) Schettino non manifesta soddisfazione per questa vicenda, ma uno stato d’animo provato. Schettino adesso inizia a sentire quindi il peso che gli viene attribuito sulla perdita di vite umane.

Nel frattempo però ieri, il tribunale del Riesame di Firenze ha confermato al comandante gli arresti domiciliari. I giudici hanno quindi confermato la decisione del gip di Grosseto, respingendo sia il ricorso della procura, che chiedeva la custodia cautelare in carcere per il comandante , che quello della difesa che invece chiedeva la sua liberazione.

La procura di Grosseto, prendendo atto della decisione del Riesame, spiega però in una nota di ritenere evidente che i giudici fiorentini abbiano “accertato non solo la sussistenza di gravissimi indizi di colpevolezza per tutti i reati contestati a Schettino ma anche la sussistenza di gravi e rilevanti esigenze cautelari, tali da fondare il mantenimento di una misura di tipo coercitivo”.

Ricordiamo che durante quel naufragio sono morte 17 persone e 15 sono ancora i dispersi. Speriamo che questa volta la magistratura valuti con delicatezza tutte le carte a disposizioni e prenda la decisione più giusta e opportuna, affinchè almeno queste persone possano avere giustizia.