Costo petrolio: le tensioni in Oman fanno impennare il prezzo del barile

La corsa al rialzo del petrolio sembra proprio non aver fine. La crisi libica, nella scorsa settimana, aveva provocato l’impennata del prezzo del greggio, ripercuotendosi negativamente su tutti i mercati internazionali.

La dichiarazione giunta dall’Arabia Saudita nel fine settimana, primo esportatore mondiale di petrolio, sull’aumento della produzione di greggio per sopperire ai disagi provocati dall’instabilità del Nord Africa, aveva generato un’ondata di ottimismo, ben percepita anche dalle borse.

Le proteste in Oman delle ultime ore, però, hanno riportato di nuovo il prezzo del barile alle stelle. Il timore di un’interruzione delle forniture in arrivo dal Medio Oriente, sebbene la produzione del sultanato al momento non sia stata intaccata dalla rivolta, è troppo alta. Il prezzo del barile continua così a volare ai massimi degli ultimi due anni, arrivando a quota 113,29 dollari al barile, in rialzo di 1,15 dollari.