Crac Cirio, condannati Cragnotti e Geronzi

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Condanna per Sergio Cragnotti e Cesare Geronzi. Nove e quattro anni di carcere, rispettivamente, per il crac da 1.125 milioni di euro del gruppo agroalimentare Cirio. Lo hanno deciso i giudici della prima sezione penale del tribunale di Roma, dopo una lunga camera di consiglio. Le richieste dei pubblici ministeri erano state piu’ severe, quindici anni per l’ex patron della Lazio e sei per l’ex presidente della Banca di Roma.

Colpevoli anche i figli di Cragnotti, Andrea (condannato a 4 anni), Elisabetta e massimo (3 anni), oltre al genero Filippo Fucile (4 anni e 6 mesi). Assolti invece l’amministratore delegato della Banca popolare di Lodi, Giampiero Fiorani e Flora Pizzichini, moglie di Cragnotti. Ripercorrendo la vicenda, per quale sono state imputate 35 persone più la società Duanthus spa, risaliamo al 2033, quando i fallimento del gruppo Cirio allora guidato da Cragnotti, fece andare in default obbligazioni per 1.125 milioni di euro. Il processo ebbe inizio il 14 marzo 2008. Trentacinque imputati accusati a vario titolo di bancarotta fraudolenta, preferenziale e distruttiva, e naturalmente di truffa. I colpevoli, insieme ad Unicredit, quale responsabili civile, dovranno versare un risarcimento di 200 milioni di euro in via provvisionale all’amministrazione straordinaria del gruppo agroalimentare, oltre che le spese legali sostenute dalle migliaia di parti civili che si sono costituite.

“Resto Tranquillo perché continuo a ritenere di aver agito correttamente esercitando il compito naturale del banchiere” commenta Geronzi. Tirano un sospiro di sollievo invece tutti i piccoli risparmiatori ai quali l’Unicredit verserà il dovuto risarcimento di circa duecento milioni di euro e per il quale anche l’avvocato del gruppo Cirio esprime soddisfazione.