Crisi borse, yen e oro beni di rifugio

yen

Oro, franco svizzero e yen, i soliti buoni amici degli investitori quando la paura fa novanta. La crisi economica e i timori di una recessione hanno aperto una corsa forsennata agli investimenti nei beni rifugio, oro in testa, ma anche yen e titoli di stato dei Paesi del Golfo.

Di certo il bene per eccellenza è il metallo giallo, che ormai, in quotidiano rialzo, a colpi di nuovi record, veleggia verso i 1.900 dollari l’oncia. Ed ecco un nuovo Eldorado, che vede i principali colossi auriferi rispolverare le rotte minerarie dei secoli passati, fino ai cercatori individuali che sperano di vedere brillare una pagliuzza d’oro nei fiumi nostrani. Secondo un rapporto pubblicato da Deloitte, una delle priorità delle compagnie estrattive sarà proprio trovare nuovi mercati di approvvigionamento. Una necessità che va a nozze con la fame di investimenti di paesi messi k.o. dalla crisi, come Spagna e Grecia

Negli Usa invece si riscoprono le vie dei pionieri, passando per il Nevada, fino alla California e la febbre dell’oro colpisce anche l’Italia. Ma la corsa interessa in modo particolare i mercati asiatici. Secondo la World Gold Council, Cina e India sono i paesi in cui la domanda di oro registra ritmi di crescita più forti a livello globale. In particolare tra gli investitori cinesi le vendite hanno segnato un incremento record del 123% nel primo trimestre del 2011 su base annua, pari a 90,9 tonnellate rispetto alle 40,7 tonnellate dello stesso periodo dell’anno precedente. In India le vendite si sono attestate a 85,6 tonnellate. Ad attrarre gli investitori c’è anche lo yen, che di recente ha raggiunto livelli record sul dollaro, i più alti dai tempi della Seconda Guerra mondiale. Tra gli investitori c’è interesse anche per i titoli dei paesi del Golfo, Abu Dhabi in primis, nella convinzione che se anche venissero colpiti dalla crisi le casseforti degli sceicchi sono talmente piene da superare ogni difficoltà. E la caccia è aperta.