Crisi del debito pubblico in Europa: il punto della situazione

Avevamo parlato ieri dello spread dei titoli di stato italiani, ma cosa sta succedendo esattamente in Europa e quali ripercussioni dobbiamo attenderci?

Intanto, sicuramente un altro weekend di fuoco: sembrava che, dopo lo scorso fine settimana e l’accordo raggiunto sugli 85 milioni all’Irlanda e il fondo permanente per il sostegno ai paesi in crisi, e invece a pochi giorni il Portogallo appare vicino alla capitolazione e i mercati europei sono in piena convulsione. Addirittura, i Credit Default Swap (assicurazioni contro l’insolvenza) sul tesoro tedesco sono cresciuti fino a superare quelli sugli Stati Uniti, che pure hanno un deficit più che doppio. Gli investitori cominciano ad essere timorosi riguardo l’esposizione delle banche tedesche sull’Irlanda e sulla penisola iberica.

Nell’accordo di domenica gli investitori non trovano dettagli sul futuro del sistema di salvataggi, ma solo su come potrebbero perdervi i loro soldi; infatti l’Eurogruppo può decidere che un paese che non può più sostenere il costo del proprio debito possa rivedere i rimborsi ai propri investitori. Questo acceca i mercati, che sembrano non sentire più la parte positiva del messaggio europeo, ossia l’imminente creazione di una rete di sicurezza permanente, e puniscono forte gli indici di borsa. Per giunta, nell’ipotesi di rimborsi non integrali, il grande pubblico dispone di un’arma in più, le nuove “clausole di azione collettiva”, con cui possono obbligare uno Stato a capitolare.

Davanti a tutto ciò, la BCE non può far altro che intensificare la propria attività di riacquisto dei buoni dell’Eurozona, finendo con l’emulare la tanto criticata manovra della FED di quasi un mese fa.