Crisi economica: anche sulla moda francese arriva un taglio ai consumi?

SARKOZI

Gli effetti della crisi si fanno sentire pesantemente anche in Francia e in tutti i settori. Non per niente sia Nicolas Sarkozy e il socialista Francois Hollande in lotta per le prossime presidenziali francesi, hanno annunciato (cosa davvero inusuale, in quanto impopolare,  in una campagna elettorale) un aumento delle tasse, che oltre a penalizzare i consumi in generale, sicuramente deprimerà l’umore dei “cugini” d’Oltralpe, con immediate ricadute anche sul comparto del lusso.
E per la patria di Dior, Louis Vuitton,  Hermés, Celine, Chanel, Ysl, solo per citare alcuni brand, questo potrebbe essere un problema molto serio. Ogni anno in Francia vengono spesi ben 13 miliardi di euro in beni di lusso, vale a dire una cifra che, secondo le ricostruzioni di Bain & Co, è pari all’8 per cento del totale dei consumi globali.
Secondo un report di CA Cheuvreux, ripreso anche dall’agenzia Bloomberg, l’aumento della pressione del fisco rischia di fare della “Francia la prossima Italia”.
Il limite di 1.000 euro per le spese in contanti, la crescita della pressione fiscale sui redditi alti, un generale clima di austerity avrebbero già avuto pesanti ricadute per l’industria del lusso nostrana.
Hollande, lo sfidante socialista, ha gà annunciato come detto un aumento della pressione fiscale al 45 per cento per i redditi superiori a 150mila euro, e addirittura del 75 per cento per chi guadagna oltre un milione di euro. Sarkozy ha invece in programma di aumentare l’equivalente francese dell’Iva dal 19,6 al 21 per cento, lo stesso livello che da noi raggiunto nell’autunno dello scorso anno e che ha contribuito a fare del Natale 2011, uno dei peggiori periodi dell’ultimo decennio sotto il profilo consumi.