Crisi economica: il fondo salva-stati permanente spacca la UE

Mario Draghi

I ministri economici dell’Eurogruppo hanno avviato il confronto su tutti i temi caldi e hanno preparato la strada ai capi di Stato e di governo che si vedranno lunedì per siglare l’accordo sul nuovo patto di bilancio.
C’è un’intesa di massima sul testo del nuovo fondo salva-Stati permanente, ma bisogna decidere, elemento non da poco, le cifre. Importante anche il primo confronto sul “fiscal compact” che la Banca comunitaria europea ha chiesto e ottenuto per rafforzare la governance dell’Eurozona.
C’è stato invece un rinvio a febbraio sulla soluzione dello spinosissimo caso Grecia, mentre il nostro governo ha ricevuto un plauso per le sue misure per conti e crescita.
Il premier Mario Monti ha illustrato le misure sulle liberalizzazioni approvate e ha incassato il sostegno dei colleghi e di Olli Rehn, commissario agli Affari economici che gli ha espresso il suo “grandissimo apprezzamento” le decisioni prese.
Per quanto riguarda il Fiscal compact, Draghi ha chiesto che non venga annacquato. La bozza passa a Herman Van Rompuyal, presidente della Ue, che lo finalizzerà assieme ai servizi giuridici e lo presenterà poi ai leader il 30 gennaio.
Intesa sul testo del fondo salva-Stati che sarà operativo a partire da luglio. Ma l’aumento delle disponibilità monetarie del fondo è ancora da decidere: molte nazioni premono per un incremento, tra cui il direttore generale del Fondo monetario internazionale Christine Lagarde, il commissario Rehn, il premier Monti, il presidente della Bce Mario Draghi. Al contrario a cancelliera tedesca Angela Merkel continua a fare resistenza e cede solo sull’accelerazione dei versamenti.