Crisi economica, Bossi e la Padania del futuro

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La risposta alla crisi? Una terra promessa, la Padania. È questo il sogno, rispolverato dal cassetto che Umberto Bossi regala alle sue camicie verdi. Il leader del carroccio è molto pessimista sul futuro dell’Italia e ritira fuori dal cilindro, tra un sigaro e l’altro, l’aspirazione leghista di una nazione del Nord.

“Quel che sta avvenendo è una svolta storica, non è una cosina da niente – ha detto Bossi in un comizio a Schio, riferendosi alla crisi economica – la gente capisce sempre di più che l’Italia va a finire male e quindi prepararsi al dopo”. “E per noi il dopo è la Padania”, ha aggiunto. E come sarà questa Padania del futuro? Abitata da tanti omini verdi proprio come in un classico film fantascientifico o è solo un sogna di una notte di mezza estate? “I popoli del Nord che uniti sarebbero lo stato più forte d’Europa”, ha spiegato il Senatùr. “Quando verrà il momento non possiamo farci trovare impreparati – ha proseguito Bossi -. Dobbiamo essere pronti con la nostra Padania. Il centro-sud munge tutte le risorse del centro-nord, questo è il problema”, precisa io celodurista. Ma è davvero questo il problema o quelle poltrone di Montecitorio sono così comode e confortevoli anche per i temprati spiriti e sederi del nord? Oggi la Lega più che averla duro, vuole tenere duro e a mollare il parlamento, affondando con salomone e tutti i filistei proprio non ci sta e le prova tutte pur di rimanere a galla nella zattera del centro destra. “Abbiamo bloccato l’aumento dell’Iva, lo voleva il partito di Berlusconi”, ha poi proseguito Bossi durante il comizio a Schivo, osservando che “se si aumenta l’Iva i commercianti iniziano ad aumentare la roba e dicono che è colpa del governo che ha aumentato le tasse”. Insomma la Lega tiene duro e nonostante le critiche alla manovra, Umberto Bossi conferma la fiducia all’esecutivo. Un tempo lo avevano duro, poi gli anni passano e anche gli interessi cambiano.