Crisi economica Confindustria: il Governo vive nel passato

Rapporto sulle attivita' del Gestore della Retew di Trasmissione Nazionale

Il nuovo crollo della Borsa ed il conseguente record dello spread tra Bund e BTp, rendono ancora più pressanti le richieste delle parti sociali per interventi immediati sulla crescita. Misure che devono far recuperare al paese credibilità oltre a placare la tempesta che si è abbattuta sui mercati finanziari. “Serve un governo che governi, con priorità la crescita” sono le parole con cui la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, incalza l’esecutivo. C’è grande attesa, quindi, per l’esito del confronto per verificare la capacità di azione del governo, in una situazione in cui non è possibile aspettare. E c’è soprattutto l’esigenza che le decisioni vengano rese operative con una riunione del consiglio dei ministri.
Intanto Confindustria, Abi, sindacati ed altre categorie imprenditoriali hanno firmato la scorsa settimana il comunicato sulla «crescita e discontinuità». Si sta lavorando per arrivare domani al tavolo delle trattative con il governo, e nel pomeriggio a quello con l’opposizione.

I mercati richiedono risposte tempestive e credibili e non è un caso che la Marcegaglia ed il numero uno dell’Abi, Giuseppe Mussari, abbiano condizionato la propria presenza a quella di Silvio Berlusconi. “O viene Berlusconi, o non veniamo noi”. Non scherzano industriali e banchieri – soprattutto i banchieri dato che sono loro ad avere i portafogli con all’interno i titoli di Stato e sempre loro i primi finanziatori del debito pubblico italiano, loro quelli che prendono le cannonate dai mercati – vogliono sapere che ci andrebbero a fare, a un tavolo con il governo senza il capo del governo. Alla fine, dopo vari tentennamenti e parecchi giri di telefonate ed sms, la comunicazione arriva: Berlusconi ci sarà. Ma la dimostrazione è sempre la stessa, quella di esserci in un modo antiquato che appartiene ad un passato remoto che poco si sposa con la situazione attuale, che necessita di tempestività, coraggio e forza di governo. Caratteristiche che non sembrano appartenere al Palazzo.