Crisi economica: consumi procapite in Italia mai così male dal dopoguerra

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La crisi economica morde ferocemente  il Belpaese e non sembra proprio voler mollare la presa. Secondo la Confcommercio quest’anno i consumi pro capite degli italiani presenteranno “la peggiore variazione negativa della storia della Repubblica”, con un calo di oltre il 3 per cento.
Solo pochissimi settori di spesa (vale a dire  l’informatica e la telefonia) e un solo un canale di distribuzione, cioè il discount, mantengono i livelli di fatturato reale dello scorso anno. Tra il 3° trimestre del 2007, punto di picco massimo per l’economia del Belpaese, e il 2° trimestre di quest’anno, i consumi pro capite nel Belpaese sono diminuiti in termini reali del 6,5 per cento.
A pagare sono soprattutto i piccoli esercizi al dettaglio. Lo scorso anno i negozi erano infatti poco più di 757.000, in diminuzione rispetto al 2010 dello -0,1 per cento. In flessione il fatturato di questa tipologia (un -2,6 per cento nei primi 6 mesi di quest’anno), mentre cresce quello dei discount (un +1,8 per cento) e dei supermercati (un +1,4 per cento). Le regioni che, nel complesso, registrano le maggiori “perdite” di esercizi sono: Molise (un -1,9 per cento), Friuli Venezia Giulia (un -1,1 per cento) e Liguria (un -0,9 per cento).
Spicca l’aumento nel settore delle apparecchiature informatiche e telecomunicazioni (un +2,6 per cento di esercizi); si conferma la difficoltà dei negozi di arredamento e mobili ridotti dell’1,3 per cento con punte di quasi il 2 per cento nel Nord-Est e al Sud. Prosegue al contrario lo sviluppo di minimercati e supermercati che aumentano al Centro e al Sud e ipermercati e grandi magazzini in espansione al Nord.