Crisi economica: cresce il numero dei fallimenti soprattutto nel Centro-Sud

MARIO MONTI

Nel 1° trimestre del 2012 nel Belpaese sono state aperte oltre 3.000 procedure di fallimento, il 4,2 per cento in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
La crescita dei default non si ferma da quattro anni: a partire dell’aprile 2008 le procedure sono state sempre in aumento. Unico segnale positivo dai dati destagionalizzati: tra gli ultimi tre mesi dello scorso anno e i primi tre dell’anno corrente il numero di fallimenti, corretto per fenomeni di calendario e di stagionalità, è in calo dell’1,1 per cento, mantenendosi in ogni caso a livelli molto più alti rispetto a quelli pre-crisi.
Dal punto di vista settoriale il 1° trimestre di quest’anno ha confermato le tendenze dell’anno precedente: continua a ritmi intensi l’aumento dei fallimenti nell’edilizia (+8,4 per cento rispetto ai primi tre mesi 2011) e nel terziario (+4,1 per cento) che risente della comunicazione e dell’intrattenimento, degli incrementi osservati nella filiera informazione, della logistica-trasporti e tra le società immobiliari.
Anche a livello territoriale dei primi tre mesi di quest’anno si confermano le dinamiche osservate nel corso degli ultimi periodi: i default continuano a crescere in tutta la penisola ad eccezione del Nord Est, in cui si registra una diminuzione dell’8,8 per cento rispetto allo stesso periodo del 2011 grazie ai forti cali osservati in Emilia Romagna (un -12,2 per cento) e in Veneto (un -12,3 per cento).
L’aumento dei fallimenti è invece particolarmente intenso nel Centro Italia (un +12,7 per cento), fortemente maggiore rispetto alla media nazionale, nel Mezzogiorno e nelle Isole (+6,5 per cento), così come nelle Regioni del Nord Ovest (un +4,9 per cento).