Crisi economica: cresce l’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche

MARIO MONTI

Nonostante tutti i giri di vite cresce l’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche, Nel 1° trimestre di quest’anno  è stato pari all’8 per cento del Prodotto interno lordo, in crescita rispetto al 7 per cento del corrispondente trimestre del 2011. Si tratta del dato peggiore dal 2009, quando il deficit era stato pari al 9,5 per cento. Il saldo primario (l’indebitamento al netto degli interessi passivi) è stato negativo per 11.471 milioni di euro, con un’incidenza sul Prodotto interno lordo del 3 per cento. Negativo anche il saldo corrente (-21,952 miliardi di euro) a fronte di un valore negativo di 17,120 miliardi di euro nel 1° trimestre dello scorso anno. Si allontana cos l’obiettivo del pareggio di bilancio. La situazione, inoltre, rischia di creare nuove tensioni a livello UE: il deficit dei Paesi dell’Unione deve, infatti, restare sotto la soglia del 3 per cento.
Nel 1° trimestre 2012 le uscite totali sono aumentate, in termini tendenziali, dell’1,3 per cento, mentre le entrate sono diminuite dell’1 per cento. I risultati sui conti pubblici “hanno risentito – afferma l’Istat –  da un lato, dell’aumento della spesa per interessi dovuto alla salita nel corso del 2011 dei rendimenti sui titoli di Stato e, dall’altro, del calo delle entrate causato dall’andamento negativo dell’economia”.
E così nel primo nel 1° trimestre è balzata in alto la spesa per interessi passivi: +16 per cento. Invece sul lato delle entrate la voce che registra la maggiore perdita sono le imposte in conto capitale: -87,6 per cento. Nel 1° caso il dato è legato all’aumento dei rendimenti dei titoli di stato. Sul pesante calo delle imposte in conto capitale incide il venir meno dei versamenti una tantum che si erano verificati nel primo trimestre dello scorso anno (era un’imposta sostitutiva delle imposte ipotecarie e catastali).