Crisi economica: crescono le speranze di evitare il default della Grecia

GRECIA

Nonostante tutto aumentano le adesioni allo swap dei titoli di stato greci. Le ultime ad accettare la ristrutturazione del debito proposta dal governo di Atene sono state Unicredit, Generali e Société Générale, la 2ª banca francese, che si uniscono a big della finanza come Deutsche Bank, Bnp Paribas, e Commerzbank. Ma per l’Istituto internazionale di finanza, l’intesa sarà siglata anche da Intesa Sanpaolo, Allianz, Capital Management, Axa, Cnp, National Bank of Greece, con i principali istituti del Peloponneso, Efg Eurobank, Ergasias, Greylock  Ing, Alpha Bank.
A un giorno dalla scadenza dei termini per accettare il taglio volontario del 53,5 per cento del valore nominale delle obbligazioni elleniche cresce la lista dei creditori che hanno accettato.
Olli Rehn, Commissario Ue agli Affari economici, al riguardo sottolinea che: “La conversione si concluderà senza problemi”. Ma senza il via libera gli effetti per l’Europa potrebbero essere devastanti: ovvero un costo non sotto i 1.000 miliardi di euro.
Il governo greco per procedere all’operazione ha fissato la soglia di adesione al 75 per cento: tradotto su 206 miliardi di euro in bond in circolazione, dovranno accettare creditori per almeno 155 miliardi di euro. In queste ore, però, le pressioni maggiori sono rivolte al 14 per cento che in mano ha titoli di diritto internazionale, sui quali il governo non ha giurisdizione.
Al riguardo il ministro dell’Economia, Evangelos Venizelos, ha annunciato che se sarà necessario attiverà una clausola collettiva che permetterà il taglio automatico del valore. La clausola, però, potrebbe essere letta come un vero e proprio default scatenando il pagamento delle assicurazioni sottoscritte proprio contro il fallimento della Grecia (i cds).
Jean Leonetti, il ministro degli Affari europei francese, ha detto al riguardo: «Aderire è nell’interesse di tutti. I creditori sanno bene che è meglio perdere qualcosa adesso per guadagnare in futuro, piuttosto che perdere tutto più avanti senza vincere nulla».