Crisi economica: crolla il mercato immobiliare ma i prezzi rimangono stabili

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Dall’Agenzia del territorio arriva la conferma che il mercato immobiliare è in picchiata nel Belpaese: nel 2° trimestre infatti il calo delle compravendite è stato del 24,9 per cento. Si tratta del peggior dato dal 2004, eppure i prezzi non scendono e al riguardo il calo maggiore si registra a Palermo: -2,1 per cento. Nel complesso, nei primi 6 mesi del 2012, le vendite hanno subito una contrazione di 10 miliardi di euro.
Spiega il direttore dell’Agenzia del territorio Gabriella Alemanno: «Si tratta di dati non confortanti con un calo che accentua quello che si era già registrato nel primo trimestre dell’anno».
Nel complesso sono state 262.967 le unità immobiliari vendute. Il calo maggiore riguarda gli uffici (con un -32,7 per cento), le abitazioni hanno registrato una picchiata del 25,3 per cento con 119.673 transazioni che si sono concluse, vale a dire 40.000 in meno rispetto al 2° trimestre dello scorso anno.
L’Agenzia segnala una stabilità delle quotazioni a fronte invece del vero e proprio crollo del mercato. Per quanto riguarda le abitazioni il calo maggiore dei prezzi si registra, come detto, a Palermo (un -2,1 per cento con un valore medio di 163.200 euro).
Mentre ci sono anche città dove i prezzi aumentano. Ad esempio a Roma crescono dello 0,4 per cento con una quotazione per l’abitazione media che si aggira intorno ai 312.000 euro.
Da segnalare il tasso negativo dell’hinterland della capitale, che perde quasi 1/3 degli scambi (un -32,2 per cento). Oltre alla generale situazione di crisi, pesano anche le ultime “decisioni fiscali” dei governi, in particolare l’introduzione dell’Imu, ma anche l’adozione della cedolare secca.