Crisi economica: Draghi prevede ancora tempi duri per l’Eurozona

Mario_Draghi_at_the_EPP_Congress_Bonn_(2009)

Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, ha tracciato ieri le prospettive economiche dell’Eurozona: “Sono soggette – ha detto l’economista italiano – ad alta incertezza e l’inflazione resterà sopra il 2 per cento per alcuni mesi ancora, ma sulla forza e l’irreversibilità dell’euro non esiste alcun dubbio”.
L’analisi è avvenuta nel corso di un’audizione davanti alla Commissione affari economici e monetari del Parlamento europeo. Il presidente della Bce ha lanciato l’allarme sul fatto che ”se la Francia perderà la sua tripla A anche altri Paesi dovranno subire un downgrade”, e ci potrebbero essere ripercussioni anche sul Fondo salva-stati Efsf:  ”Sarebbe stato meglio avere un un fondo rafforzato e poi procedere alle ricapitalizzazioni delle banche, la sequenza giusta è  andata fuori ordine, ma in questo momento non esiste alternativa alle ricapitalizzazioni”.
Intanto l’Unione europea ha dato il via libera a un contributo da 150 miliardi di euro per aumentare le risorse del Fondo monetario internazionale, c’è stato però il no della Gran Bretagna, che per ora non verserà la quota chiesta, circa 30 miliardi. L’Italia, con 23,48 miliardi, sarà il terzo maggiore contribuente. Insomma non si è raggiunta la cifra prefissata dei 200 mliardi di euro e questo potrebbe influenzare negativamente la fiducia dei mercati su quest’operazione tanto delicata.
Per quanto riguarda le banche secondo Draghi se quest’anno è stato difficile lo stesso avverrà nei prossimi 12 mesi: “Le banche stanno vivendo un’alta ristrettezza sui canali di finanziamento, è stato un 2011 difficile e vogliamo evitare una severa restrizione del credito che possa indurre un rallentamento ulteriore dell’economia arrivando alla recessione”.