Crisi economica: i soldi recuperati dal fisco serviranno per ridurre l’Irpef?

MARIO MONTI

I soldi recuperati dalla lotta all’evasione fiscale potrebbero essere completamente o in parte la riduzione delle tasse, in particolare dell’Irpef che potrebbe passare dal 23 al 20 per cento. E’ una norma, per molti versi rivoluzionaria, che potrebbe essere inserita nella delega fiscale che il governo italiano sta per presentare.
Sarebbe un modo, dopo rigore e crescita, tradotti nei decreti Salva-Italia e Cresci-Italia, per attuare la “fase tre”, che sarà dedicata all’equità.
Un intervento che premierebbe i  contribuenti onesti, quelli che pagano le tasse. Già entro il 2012 o, più probabilmente, nel prossimo anno, quando si saprà con certezza l’ammontare del tesoretto recuperato con la lotta all’evasione si potrebbe fare tornare qualche cosa nelle tasche degli italiani più bisognosi e a basso reddito.
Accanto al riordino di agevolazioni e detrazioni, sostenuto dall’aumento dell’Iva a partire dal primo ottobre prossimo (due punti in più), l’ipotesi sarebbe quella di destinare almeno 10-15 miliardi di euro (qualora l’incasso del gettito recuperato lo consentisse) alla riduzione del primo scaglione di Irpef dal 23 al 20 per cento. Oppure di rimpolpare specifiche detrazioni per pensionati, famiglie e lavoratori.
Nell’ultimo decennio tutti i governi avevano fatto ricorso allo slogan: “Abbasseremo le tasse grazie alla lotta all’evasione”, ma queste promesse sono rimaste sempre inattuate.
L’ultima importante redistribuzione in tal senso che si ricordi risale infatti alla Finanziaria 2000 sotto il breve governo Amato, con sgravi corposi che arrivarono a circa 30 mila miliardi di lire.
A distanza, ci fu il bonus incapienti di Prodi-Padoa Schioppa. E in ogni caso la pressione fiscale non è mai scesa in modo significativo, anzi…