Crisi economica: il governo Monti ha l’ICI nel mirino…

MARIO MONTI

Il Governo di centro-sinistra Prodi l’aveva praticamente abolita per gran parte della popolazione, il Governo di centro-destra Berlusconi l’aveva abolita per tutti. Ora l’ICI sulla prima casa, l’imposta forse più odiata in assoluto in una nazione che ha il record europeo (mondiale?) di possessori di prima casa, sta per tornare.
Il nuovo presidente del consiglio, Mario Monti, ha confermato di fronte alle Camere gli insistenti “rumors” che pronosticavano appunto un ritorno dell’ICI come misura immediata da prendere per aumentare il gettito fiscale. L’intervento di tassazione sulla proprietà dovrà essere molto incisivo, l’obiettivo infatti è quello di recuperare 10 miliardi di euro contro i 3.5 miliardi il ministro  dell’economia del governo Berlusconi, Tremonti, sostenne di aver perso a fronte del taglio totale sulla prima casa che venne  attuato tre anni fa.
Diventa probabile dunque che l’ICI, sotto qualsiasi forma o nome ritorni, colpisca anche la prima casa, quella già di fatto, come detto sopra, che venne esclusa dal Governo Prodi con i 303 euro di detrazione concessi. L’obiettivo di Monti, secondo un’interpretazione che molti media oggi fanno, sarebbe quello di andare a compensare quei vantaggi fiscali che sono stati concessi dal governo Berlusconi, con il sistema della Cedolare Secca, ai proprietari che affittano appartamenti.
Partendo da queste basi è facile pensare che l’imposta sulla seconda casa sarà ancora più pesante penalizzando i detentori anche di piccoli  “tesoretti” immobiliari. Per raggiungere il famoso obiettivo dell’azzeramento del deficit, che il  precedente ministro dell’economia Tremonti aveva promesso all’Eurozona per il 2013, saranno questi i primi sacrifici, ma di certo non i soli, richiesti del nuovo governo mentre dovrebbe arrivare di seguito una “mini” patrimoniale anche sui beni mobiliari.