Crisi economica: invariati i tassi d’interesse dell’area euro

Mario Draghi

Non crescono ne diminuiscono i tassi di interesse dell’Unione Europea, restano stabili all’1 per cento, che rappresenta il minimo storico assoluto.
Lo ha sancito il consiglio direttivo della Bce riunitosi in quel di Francoforte. La conferma era comunque attesa dai mercati e dagli analisti. Di conseguenza rimangono stabili i tassi sui depositi e sulle operazioni di rifinanziamento marginale, rispettivamente allo 0,25 per cento  e all’1,75 per cento.
Ricordiamo che la Banca centrale europea ha tagliato i tassi per due volte alla fine del 2011, nei mesi di novembre e dicembre, quando, al debutto della presidenza di Mario Draghi, la situazione economica dell’area valutaria appariva compromessa dalla crisi sui debiti pubblici.
Mario Draghi ha spiegato che l’inflazione resterà elevata ancora per molti mesi: «Resterà sopra il 2 per cento per molti mesi». Il 2 per cento è l’obiettivo della politica monetaria della Banca centrale europea. Le previsioni sui prezzi a medio e lungo termine “rimangono stabili a causa dei prezzi delle tassazioni delle materie prime».
Per quanto concerne lo scenario economico, Draghi ha così commentato: «Gli indici confermano i primi segnali di stabilizzazione dell’attività economica, ma a basso livello. Le prospettive restano incerte». Il Vecchio Continente ha chiuso il quarto trimestre in maniera “assai debole” e la ripresa quest’anno sarà graduale. Uno degli obiettivi per Draghi è di quello di “ridurre la rigidità e introdurre più flessibilità” nel mercato del lavoro.
“Tutti i Governi – ha continuato il presidente Bce – dell’area dell’euro devono fare il possibile per garantire l’equilibrio di bilancio e il rispetto degli impegni per quest’anno. Servono rigore nel risanamento dei budget e riforme strutturali per garantire la sostenibilità e la crescita».
La Banca centrale europea “continuerà a sostenere” il funzionamento del sistema del credito e della finanza nell’area euro