Crisi economica: la Bce presta 530 miliardi di euro alle banche

Mario Draghi

La seconda Ltro (acronimo che indica Long term refinancing operation) della Bce ha assegnato 529,53 miliardi di euro in asta a 36 mesi. In altri termini si tratta di prestiti alle banche da restituire in 3 anni al risibile tasso è dell’1 per cento. Le stime erano più basse: si pensava a un collocamento di circa 470 miliardi di euro contro i 489 miliardi di euro dello scorso dicembre.
Secondo l’agenzia di rating JpMorgan, un collocamento di oltre 400 miliardi di euro, indica che gli istituti di credito hanno ricominciato a fare il loro lavoro: finanziare gli investimenti e prestare soldi.
Le banche del Belpaese avrebbero chiesto tra i 60 e i 70 miliardi di euro. Secondo l’altra agenzia di rating Morgan Stanley, gli istituti di credido taglieranno comunque 2.500 miliardi di euro di prestiti entro i prossimi 18 mesi e 4.500 euro entro il 2018.
Il tasso medio dei prestiti a 3 anni della Banca centrale europea si aggira intorno all’1 per cento, il minimo storico. Ma le banche li possono restituire anche dopo 1 solo anno. A titolo indicativo ricordiamo che i bond triennali di Italia e Spagna rendono rispettivamente il 3,6 per cento e il 2,5 per cento.
Il totale dei prestiti a 3 anni della Bce potrebbe salire a oltre 1.000 miliardi di euro, se la Banca centrale decidesse di affrontare una nuova asta.
Gilles Moec, capo economista di Deutsche Bank a Londra ed ex membro della Banca di Francia ha detto al riguardo: «Ci sarà solo un altro Ltro, se i mercati andranno male».
L’entità dei prestiti di dicembre aveva spinto il membro tedesco della Bce Jens Weidmann a ricordare alla Bce che non deve perdere di vista l’obbiettivo di calmierare l’inflazione, allontanando rischi eccessivi.
L’euro, che immediatamente prima dell’asta era sui massimi di seduta a 1,348, è scivolata sui minimi a 1,3436 per poi tornare a 1,3468.