Crisi economica: la Cina declassa il rating italiano a “BBB”

48cf7e5a132fd_zoom

Ci mancavano pure i cinesi. E’ arrivata infatti la sforbiciata del Paese della Grande Muraglia sul rating italiano. Dagong, agenzia cinese di rating, ha tagliato infatti il giudizio sul debito sovrano del Belpaese dal precedente “A-” a “BBB” , mantenendo  un outlook negativo.
Secondo gli analisti orientali sarebbero peggiorate le possibilità per il nostro Paese di far fronte ai propri debiti, aumentando i rischi per il sistema bancario. Inoltre l’Italia sarebbe risultata troppo dipendente dall’acquisto titoli da parte della Bce. Dagong afferma che la revisione troverebbe fondamento su 4 cause principali.
Il nostro quadro politico italiano: il nuovo governo tecnico è chiamato a varare riforme assai impopolari che non garantiscono un sentiero di crescita. Il Prodotto interno lordo quest’anno crescerà solamente dello 0,6 per cento, mentre per il prossimo anno è previsto in calo dello 0,7 per cento. Il settore bancario poggia sul basso livello di indebitamento delle famiglie italiane, sulla stabilità del mercato immobiliare e su un alto tasso di risparmio ma deve fare i conti con la crisi che ha inciso negativamente sulla qualità dei crediti e  con gli interventi di rifinanziamento  voluti dalla UE. Infine l’agenzia cinese ritiene impossibile il raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2013 stessa cosa per  la riduzione del rapporto deficit/Pil al di sotto del 3 per cento nel medio periodo.
L’agenzia cinese è stata prima a far perdere al nostro Paese il giudizio A. Il rating di Standard&Poor’s è fissato ad A+, quello di Moody’s è fermo ad A2. E l’outlook per entrambe le agenzie a stelle e strisce è negativo. Dunque entrambe le prestigiose agenzie a breve potrebbero ridurre ulteriormente il giudizio sul Belpaese.