Crisi economica: la Cina rallenta il passo e l’economia mondiale trema..

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La Cina sboom? No davvero non esageriamo. Anch se per la prima volta dal 2004 il tasso di crescita del Prodotto interno lordo si fermerà sotto l’8 per cento, quella della Cina resta una crescita assolutamente invidiabile.
Ora il nuovo obbiettivo del governo è fissato al 7,5 per cento. Il governo ora afferma di voler trasformare il suo modello economico in uno più sostenibile ed efficiente.
Ma questa tesi non rassicurato gli investitori che hanno penalizzata.
Il primo ministro ha sottolineato la debolezza della domanda sui principali mercati della Cina,  Stati Uniti ed Europa: così per quest’anno la crescita del commercio estero è stata tagliata al 10 per cento, nel 2011 le esportazioni sono salite del 20,3 per cento e le importazioni del 24,9 per cento.
Si punta ora a contenere entro il 4 per cento l’aumento dell’inflazione. Il secondo uomo più ricco del Paese, Zong Qingho ha chiesto che il governo aumenti la vera domanda interna facendo crescere il reddito medio.  Sarà difficile visto che il governo ha rivisto al ribasso anche la creazione di nuovi posti di lavoro in città: da 12,21 a 9 milioni. Il tasso di cambio dello yuan dovrebbe rimaneere stabil  nel 2012 e il governo manterrà in vigore le misure di contenimento dei prezzi degli immobili. La Cina ha inoltre deciso di alzare dell’11,5 per cento il finanziamento delle forze dell’ordine, per un budget totale di 701,7 miliardi di yuan (circa 84,3 miliardi di euro)
La frenata cinese minaccia l’economia globale sostenuta negli ultimi anni dalla Cina che è cresciuta a un ritmo del 10 per cento per quasi trenta anni e trasformando il Paese da rurale a urbano con un sorpasso diventato ufficiale lo scorso anno.